Era malato di sclerosi multipla dal 1999 e lo scorso febbraio ha fatto richiesta per poter terminare le sue sofferenze. Christian, 55 anni, è il terzo caso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia, il 17esimo in Italia. La notizia della sua morte è stata comunicata dall'associazione Luca Coscioni, con il tesoriere Marco Cappato che ha subito rilanciato la raccolta firme, già iniziata, per la legge regionale di iniziativa popolare 'Liberi Subito'. Norma "indispensabile" secondo Cappato per garantire "quei tempi celeri richiesti dalla Corte Costituzionale".
La storia di Christian riaccende il dibattito politico, con Fratelli d'Italia, 'l'azionista' di maggioranza della giunta lombarda, che resta contraria al fine vita. Nel mentre, la discussione è entrata nel vivo anche a livello nazionale, con un disegno di legge che approderà in Senato per la discussione il 3 giugno. Il ddl è all'esame delle commissioni Sanità e Giustizia e martedì apriranno i termini per gli emendamenti. Christian aveva dolori insopportabili, dipendeva completamente da chi si prendeva cura di lui e, dopo aver chiesto la verifica delle condizioni per il suicidio assistito, si è autosomministrato il farmaco letale a casa lo scorso 18 maggio. "Il suo caso - commentano Cappato e la segretaria nazionale della Coscioni Filomena Gallo - conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna. Ma anche che, quando un'azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà".








