Redazione
22 maggio 2026 12:28
Etichette e cartelli informativi tra gli scaffali di un supermercato cittadino per chiedere regole più severe sull’uso dei pesticidi. È l’iniziativa organizzata oggi, 22 maggio, dalle volontarie e dai volontari del gruppo locale di Napoli di Greenpeace Italia, che hanno portato nei luoghi del consumo quotidiano la campagna contro i rischi legati all’agricoltura intensiva.I materiali diffusi tra i banchi riportavano messaggi come "Stop pesticidi", "Il pesticida è servito" e "Vuoi acquistare un cocktail di pesticidi?". Tra i cartelli anche la foto del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, accompagnata dalla frase: "Vorrebbe allentare le regole sui pesticidi, digli di smettere!"."Abbiamo voluto portare il tema dei pesticidi in uno dei luoghi quotidiani del consumo, il supermercato, perché quello che arriva sulle nostre tavole è il risultato di un sistema agricolo che continua a fare ampio uso di pesticidi", spiegano le volontarie e i volontari di Greenpeace. "Chiediamo politiche più ambiziose per ridurre l’uso dei pesticidi e per sostenere modelli agricoli che tutelino salute, biodiversità e ambiente".Il pacchetto OmnibusL’iniziativa napoletana si inserisce nella mobilitazione nazionale dell’associazione ambientalista contro la deregolamentazione prevista dal cosiddetto "pacchetto Omnibus" dell’Unione europea. Secondo Greenpeace, le nuove misure potrebbero indebolire i controlli e allungare le autorizzazioni per diverse sostanze chimiche usate in agricoltura.L’Italia, ricorda l’associazione, è tra i primi quattro Paesi europei per vendita di pesticidi, insieme a nazioni con una superficie agricola molto più estesa, come Francia e Germania. Delle 316mila tonnellate di pesticidi vendute in Europa nel 2024, il 13 per cento è stato destinato all’Italia: circa 41mila tonnellate finite nei terreni agricoli, con residui che possono raggiungere acque, habitat naturali e alimenti.La petizione di GreenpeaceGreenpeace Italia ha lanciato una petizione rivolta alle istituzioni italiane ed europee per chiedere il divieto dei pesticidi più pericolosi, regole più stringenti per la tutela della salute pubblica e maggiori investimenti nell’agroecologia.








