Kevin Warsh ha ufficialmente giurato come nuovo presidente della Federal Reserve. È tra i pochi “ad avere le qualità giuste” per guidare la Fed e “fare un lavoro fantastico”, ha detto il presidente americano Donald Trump aprendo la cerimonia di giuramento, tenuta alla Casa Bianca per la prima volta dal 1987, dai tempi di Alan Greenspan. “Voglio che sia totalmente indipendente come presidente della Fed. Non guardare me”, ha continuato il tycoon, che ha ingaggiato uno scontro aperto con il predecessore Jerome Powell accusato di eccessiva “timidezza” nel tagliare i tassi e finito poi al centro di un’indagine (chiusa) per presunti costi lievitati nella ristrutturazione della sede della Fed. “Purtroppo, agli occhi di molti, negli ultimi anni la Fed ha smarrito la rotta. Kevin restituirà fiducia nella Fed e tra gli americani di tutto lo spettro politico”. Ma il presidente della Fed non è un uomo solo al comando: Powell resta nel board e con il suo voto, insieme agli altri sei membri, ne influenzerà le decisioni.
Dal canto suo l’economista repubblicano, ex membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve e miliardario in quanto consorte dell’erede dell’impero Estée Lauder, ha assicurato che guiderà una banca “orientata alle riforme, imparando dai successi e dagli errori del passato, abbandonando schemi e modelli statici e mantenendo chiari standard di integrità e performance“. Rivolgendosi ai banchieri centrali li ha esortati a perseguire i propri obiettivi “con saggezza e chiarezza, indipendenza e determinazione”, sostenendo che “l’inflazione può essere più bassa, la crescita più forte, i salari reali più alti e l’America può essere più prospera” se agiranno in tal senso.










