Il finale mosso - i 1400 metri di dislivello sono quasi tutti negli ultimi 30 chilometri - è perfetto per molti uomini da fuga e, proprio per questo, ci vuole oltre un'ora di gara (a 53,9km/h) prima che vada via il tentativo giusto. Alla fine, a centrare la fuga sono in 15: Francesco Busatto (Alpecin), Bettiol, Mirco Maestri e Diego Sevilla (Polti), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Mikkel Bjerg (UAE), Michael Valgren (EF Easypost), Mark Donovan (Pinarello Q36.5), Larry Warbasse (Tudor Pro Cycling Team), Johan Jacobs, Axel Huens e Josch Kench (Groupama FDJ), Leknessund e Markus Hoelgaard (Uno X Mobility) e Toon Aerts (Lotto Intermarchè). Grande assente l'ecuadoriano Jhonatan Narvaez (Uae), già vincitore di tre tappe in quest'edizione, due delle quali inserendosi nella fuga di giornata. Il gruppo maglia rosa è ben contento di lasciare spazio e rifiatare, con i 15 avventurieri che accumulano oltre 11 minuti di vantaggio. La frazione scorre poi via lungo la pianura Padana senza grandi scossoni fino una decina di chilometri dall'arrivo, visto che sulla prima difficoltà altimetrica di giornata, la salita di Bieno (Gpm di quarta categoria, 2,4km al 5,7%), nessuno si muove.La corsa si infiamma La miccia si accende sulla successiva salita di Ungiasca (4,7km al 7%). A rompere gli indugi ci pensa il neozelandese Kench, che sfrutta il lavoro del compagno di squadra Huens per piazzare il primo affondo. Sulle sue ruote si incollano Valgren, Bettiol e Leknessund. Nel tratto più duro, parte proprio quest'ultimo, secondo nella tappa di Fermo e in maglia rosa per cinque tappe nel Giro 2023. L'unico a non perdere il contatto visivo con il norvegese è Bettiol, che sale in maniera regolare e ricuce il divario a un centinaio di metri dal passaggio al Gpm. Il toscano non si mette a ruota e, per la prima volta in tutta la salita, si alza sui pedali per superare a velocità doppia Leknessund. Sulla discesa successiva, Bettiol gestisce il vantaggio e si gode la passerella trionfale all'ingresso di Verbania, dove taglia il traguardo in solitaria a braccia alzate. "Quando si vince è sempre bello, oggi mi ha spinto anche qualcuno che non c'è più. Sapevo che all'arrivo ci sarebbero stati la mia ragazza, la sua famiglia e i miei amici e per me era già una vittoria. Vinco poco, ma se vinco così va più che bene", le parole di Bettiol dopo il successo. Il gruppo arriva a oltre 12 minuti con un'andatura molto blanda. Domani, però, sarà battaglia.