Lo stambecco alpino (Capra ibex)
Nel giorno in cui si celebra l'importanza della biodivesità in tutto il mondo, è scontato che il Ministro dell'Ambiente di qualsiasi paese metta in luce l'importanza della tutela di flora e fauna del proprio territorio. Il titolare del dicastero dell'Ambiente e dell'Energia, Gilberto Pichetto Fratin, lo ha fatto, all'interno di una nota ufficiale in cui si ricorda che il nostro Paese è uno dei principali hotspot di biodiversità del Continente: ospita oltre 60 mila specie animali e più di 8.000 specie di piante vascolari, concentrando circa un terzo delle specie animali europee e quasi la metà di quelle vegetali. Picchetto ha anche aggiunto con orgoglio che "la nostra biodiversità è un tesoro che dobbiamo proteggere e valorizzare: dalle azioni sul più piccolo territorio alle grandi decisioni globali, tutto contribuisce alla sua difesa”.
Bene, tutto assolutamente condivisibile, anche il passaggio successivo: “Salvaguardare gli ecosistemi significa rafforzare la capacità del Paese di rispondere alle sfide che ci pone il cambiamento climatico, garantendo benessere, sicurezza e sviluppo sostenibile”. Il fatto è che il titolare del MISE fa parte di un Governo che sta per varare una nuova legge sulla caccia che, a detta di persone competenti in materia di tutela proprio della biodiversità come ecologi, etologi, biologi e altri importanti profili tecnici, mette a rischio moltissime specie. E' arrivato, infatti, pochi giorni fa, il primo sì delle Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato che si sono riunite per dare la prima approvazione al disegno di legge n. 1552 che mira a cambiare completamente la regolamentazione attuale sulla caccia, così come normata dall'attuale legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica.













