di
Roberto Pezzali
Anker riscrive l’architettura dei processori per auricolari integrando calcolo e memoria nello stesso chip per elaborare un modello di cancellazione acustica più grande. Nasce AI Thus, e le Liberty 5 Pro e Pro Max sono i primi prodotti a montarlo.
Lo scorso aprile Anker ha annunciato il suo chip Thus e lo ha fatto con una provocazione: ogni chip costruito negli ultimi ottant'anni segue ancora la logica di John von Neumann, che nel 1945 separò fisicamente la memoria dal processore per ragioni che all'epoca erano assolutamente sensate. È così, inutile girarci attorno: per quanto soluzioni moderne avvicinino la memoria alle unità di calcolo con connessioni dotate di una larghezza di banda enorme, vedi le HBM, c'è sempre un po' di strada da fare. Con l'arrivo dell'IA questo collo di bottiglia è ancora più evidente, perché si tratta di elaborare nella GPU o nella TPU un modello che risiede nello storage, e che deve prima essere copiato in RAM e poi, dalla RAM, deve essere continuamente spostato sull'unità di calcolo per l'inferenza.
Con le soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max Anker fa debuttare una architettura che ribalta la logica di John von Neumann: il compute-in-memory basato su NOR Flash. Le Liberty 5 Pro MaxGli auricolari true wireless, per le loro necessità, sono il prodotto perfetto per provare questa tecnologia che in futuro potrebbe essere adottata anche su dispositivi che richiedono potenze di calcolo maggiori: Samsung, ma non solo, sta lavorando per portare il calcolo direttamente nelle celle dello storage.










