Il porto di Napoli rende omaggio alla memoria dell'emigrazione italiana verso gli Stati Uniti d'America e al legame tra Napoli e New York e lo fa attraverso la realizzazione del murale “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, realizzata davanti al Molo San Vincenzo, luogo da cui milioni di italiani partirono inseguendo speranza, lavoro e futuro. Promotori dell'idea sono Francesco Andoli e Germana Valentini.

L'opera è stata realizzata dall'artista napoletano Vittorio Valiante, in collaborazione con Inward Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, grazie al sostegno dell'Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale e al contributo di diverse realtà. Il murale mostra i volti di uomini, donne e bambini, realmente esistiti, ricostruiti attraverso fotografie storiche e memorie familiari: ogni figura racconta una storia reale accessibile attraverso un QR code che consente di entrare in contatto con biografie, testimonianze e percorsi migratori.Ad attraversare l'intera composizione è un filo rosso, simbolo universale del legame tra chi partiva e chi restava, un richiamo ai fili che molte famiglie stringevano tra le mani il giorno dell'addio, conservandoli come memoria viva dell'amore e delle proprie radici. Un filo rosso che è simbolo del sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e dei migranti, che unisce il vecchio e il nuovo mondo. Un filo rosso che proseguirà: a New York, infatti, a Little Italy, sarà realizzato un secondo murale, intitolato “In Sanguine Foedus. Il Santo”, che rappresenterà un San Gennaro reinterpretato in chiave contemporanea ma profondamente popolare. Il filo rosso, dunque, unirà le due opere come scene di un unico racconto visivo che attraversa tempo, spazio e generazioni.Alla presentazione hanno partecipato, accanto ai promotori, Eliseo Cuccaro, presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, e Luca Borriello, direttore di Inward.