L'ad Giampaolo Rossi l'ha salutato come un "cambio di passo". La Rai ha chiuso l'esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro dopo otto anni di rosso. "È un risultato che segna una discontinuità evidente: l'ultimo utile risaliva al 2017 e quello conseguito oggi si colloca tra i migliori degli ultimi diciotto anni, senza il ricorso a operazioni straordinarie, come avvenne in passato", ha proseguito Rossi, dando il merito a una "gestione economico-finanziaria rigorosa", estesa all'intero gruppo. Aria fresca in Viale Mazzini, che in una nota parla di un "percorso di rinnovamento e ringiovanimento degli organici, affiancato da un esteso sviluppo delle competenze digitali", ma anche investimenri tecnologici e "l'introduzione di strumenti di Intelligenza artificiale". Tutti progressi compiuti grazie al buon andamento dei numeri. Eccone uno: 585 milioni di euro di posizione finanziaria netta a fine esercizio, vale a dire la differenza tra i debiti e la somma di liquidità e crediti finanziari. L'incremento, spiegano ancora dalla Rai, è sostanzialmente riconducibile "agli anticipi erogati a fronte dei futuri grandi eventi sportivi che la Rai ha acquisito in assolvimento della missione di Servizio Pubblico". Prima dei numeri buoni, c'è stata una dieta ferrea e a tratti dolorosa. L'ultimo esempio è stato il palinsesto 2025/2026 deciso dal cda lo scorso giugno, da cui erano sparite otto prima serate dalla programmazione di gennaio. Sotto la scure di Viale Mazzini i programmi sotto al 3 per cento di share: dai programmi di approfondimento come Petrolio su Rai 3 all'intrattenimento di Alessandro Cattelan su Rai 2, fino alle quattro puntate tagliate a Report, condotto da Sigfrido Ranucci. In mezzo alle polemiche, la spending review della Rai miseria (così l'abbiamo chiamata dopo la presentazione del magrissimo palinsesto) sembra aver dato qualche frutto. Lo sprofondo rosso però è sempre dietro l'angolo. Nel bilancio corrente andrà infatti tenuta in considerazione anche la maxi uscita da 350 mila euro che l'azienda è stata condannata a dare a titolo di risarcimento al vicedirettore del Tg1 Filippo Gaudenzi, dopo uno scontro legale che – in origine – avrebbe fatto pagare alla Rai “solamente" 55 mila euro. Soldi del canone, si intende.
La Rai torna in utile dopo otto anni e un po' di spending review
Dopo la cura dimagrante dei palinsesti 2025/2026, l'azienda chiude l'esercizio con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro. Ma il prossimo bilancio dovrà mettere in conto anche il maxi risarcimento a Gaudenzi






