Tutto è iniziato quando la donna, a bordo della sua auto, ha notato un ragazzo con un cane in difficoltà sul ciglio della strada. “Ho abbassato il finestrino e gli ho chiesto se ci fossero problemi – racconta Maria Oggioni ai microfoni del Tg1 -. Lui mi ha risposto solo cane… cane…. Poi, all’improvviso, mi è venuto contro urlando dammi i soldi. Ho visto il coltello e ho alzato il braccio per difendermi”. L’aggressore l’ha colpita tre volte, all’addome e al braccio, prima di dileguarsi nei campi circostanti, lasciandola sanguinante all’interno dell’abitacolo. L’aggressione alla biologa 54enne è avvenuta a Castel Gerundo, nel Lodigiano.
La donna, in gravi condizioni, è stata soccorsa grazie all’intervento tempestivo di una donna che ha chiamato il marito e all’equipe del 118 e dell’elisoccorso, che l’hanno strappata alla morte in mezzo alla campagna. La donna è stata trasportata agli Spedali Civili di Brescia. “Tutto il personale ha dimostrato una professionalità, umanità e empatia che non potrò mai dimenticare — sottolinea la biologa —. Sono qui a raccontare la mia storia perché il sistema sanitario mi ha salvata”. Mentre la paziente si riprende lentamente, i carabinieri continuano le ricerche dell’aggressore. L’arma del delitto, un coltello, è stata ritrovata all’interno di un canale vicino al luogo del ferimento. La Procura di Lodi indaga per rapina aggravata e lesioni contro ignoti.











