“Nulla è eterno, se lo fosse, sarei ancora qui. Eterni saranno invece i sentimenti, le persone, i ricordi, l’amore che provo per il mio Manchester City“. Alla fine, è addio per davvero: Pep Guardiola lascia la panchina dei Cityzens, quella che era diventata la sua casa. L’annuncio ufficiale del club inglese è un atto d’amore del tecnico catalano ai tifosi blu di Manchester. Dopo un decennio esatto in cui ha guidato il City alla conquista di 20 trofei, compresa la Champions League, e ha cambiato ancora la storia del calcio. Guardiola lascia, ma ha già un nuovo incarico: “Pep continuerà a collaborare con il City Football Group, assumendo il ruolo di Ambasciatore Globale. In questo ruolo, fornirà consulenza tecnica ai club del gruppo e lavorerà a progetti e collaborazioni specifici”, ha spiegato il Manchester City. Un ruolo che chiude le porte a un suo futuro su un’altra panchina, almeno per il momento. Compresa quella della Nazionale italiana.
L’addio di Guardiola: il suo racconto
“Quando sono arrivato, la mia prima intervista è stata con Noel Gallagher. Sono uscito pensando: “Ok… Noel è qui? Sarà divertente“, ha raccontato Guardiola. “E che bei momenti abbiamo trascorso insieme. Non chiedetemi i motivi della mia partenza. Non c’è un motivo preciso, ma in fondo so che è arrivato il mio momento. Nulla è eterno, se lo fosse, sarei ancora qui. Eterni saranno invece i sentimenti, le persone, i ricordi, l’amore che provo per il mio Manchester City. Questa è una città costruita sul lavoro. Sulla fatica. Lo si vede nel colore dei mattoni. Nelle persone che timbravano il cartellino presto e si fermavano fino a tardi. Le fabbriche. I Pankhurst. I sindacati. La musica. Semplicemente la Rivoluzione Industriale e come ha cambiato il mondo. E credo di averlo capito, e lo hanno capito anche le mie squadre. Abbiamo lavorato. Abbiamo sofferto. Abbiamo lottato. E abbiamo fatto le cose a modo nostro”, ha raccontato Guardiola.










