Il tour di Giorgia Meloni fa tappa al PaleLeonessa di Brescia di fronte ai quattromila agricoltori della Coldiretti. Una platea “amica” che la accoglie con un’ovazione. La presidente ringrazia ricordando il legame speciale che la lega al presidente degli agricoltori Ettore Prandini. Non a caso la sua prima uscita pubblica da presidente, quattro anni fa, fu proprio al villaggio della Coldiretti. Ma se si fa il giro tra gli agricoltori seduti sugli spalti l’umore non è dei migliori. “Il gasolio agricolo è passato da 0,7 a 1.3 al litro – spiega un agricoltore bresciano e il trattore consuma 30-40 litri ogni ora di lavoro”. Ma i problemi sono anche per i fertilizzanti: “Si fa fatica a trovarli e quelli che ci sono sono aumentati di più del 40 per cento rispetto alla scorsa stagione”. L’aumento dei prezzi dei beni in questi mesi sembra essere “solo all’inizio”. Il motivo? Lo spiega un agricoltore: “Per ora gli aumenti subiti dal consumatore sono dovuti ai trasporti e alla grande distribuzione. Gli effetti legati agli aumenti dei costi di produzione non li abbiamo ancora visti”. E quando si chiede se il governo stia facendo abbastanza le certezze granitiche di chi ha sostenuto e sostiene ancora Meloni sembrano venire meno. C’è chi mette le mani avanti: “Fa quello che può, miracoli non li fa nessuno”. Chi usa eufemismi: “Dire che fa abbastanza è un po’ dura”. E chi ammette che “non bastano gli sconti sulle accise per andare avanti, non si può andare avanti di venti giorni in venti giorni se no è tutto inutile”. Nei suoi ventotto minuti di discorso la presidente Meloni prova a rispondere alle richieste degli agricoltori puntando il dito contro le politiche di Bruxelles: “Stiamo cercando di chiedere all’Europa una velocità sulla capacità di reazione sul tema dell’energia, dal patto di stabilità alla capacità di considerare l’energia come oggi consideriamo le spese sulla difesa” avverte la premier precisando di non aver cambiato idea sulla difesa anche se sa che questo è un tema impopolare. “Ma se noi oggi non siamo in grado difendere le nostre imprese – conclude Meloni rischiamo che non ci sia più nulla da difendere e dunque dobbiamo creare un equilibrio tra la difesa e la nostra capacità di rispondere alle imprese”. Il tema economico sembra essere centrale non solo per gli agricoltori, ma anche per la durata del governo, come ha ventilato a Trento il vice premier Salvini. E il presidente Coldiretti Ettore Prandini, grande amico di “Giorgia”, rilancia un appello: “Non possiamo più permetterci governi che durano un anno. Vinca il centrodestra o il centrosinistra, ma si governi per cinque anni”.
Gli agricoltori a Meloni: 'Lo sconto accise non basta, i prezzi saliranno'
Quattromila agricoltori a Brescia con Meloni: gasolio raddoppiato, fertilizzanti +40%. 'I rincari veri devono ancora arrivare'







