La Corte d'Appello di Bari ha disposto una nuova perizia sulla morte di Zaray Tatiana Coratella Gadaleta, la dodicenne deceduta il 19 settembre 2017 all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII dopo un intervento di riduzione di una frattura al femore. La decisione è arrivata ieri, 21 maggio 2026, nella prima udienza d'appello, accogliendo la richiesta dei familiari della bambina assistiti dall'avvocato Michele Laforgia. Nonostante il reato di omicidio colposo sia prescritto, i nuovi accertamenti potranno fare luce su eventuali responsabilità ai soli fini civili. L'incarico sarà conferito nella prossima udienza del 6 luglio ai dottori Pietrantonio Ricci e Federico Longhini, rispettivamente medico legale e anestesista dell'Università di Catanzaro.Il processo di primo grado e le accuseAl centro della perizia c'è un interrogativo rimasto senza risposta definitiva: il farmaco che avrebbe potuto salvare Zaray le fu somministrato in tempo? In primo grado il dottor Leonardo Milella, primario del reparto di Anestesia e Rianimazione, era stato assolto con formula piena dall'accusa di omicidio colposo. La pm Bruna Manganelli gli contestava di aver diagnosticato erroneamente una tromboembolia polmonare e di aver ritardato di tre ore la somministrazione del farmaco salvavita. L'anestesista Vito De Renzo, che aveva avuto in cura la bambina prima dell'arrivo di Milella e che era inizialmente coimputato, aveva invece patteggiato una pena di un anno e otto mesi.