I tifosi di cinque piccoli Stati europei si uniscono per dire no alla riforma della Uefa "che impedirà di fatto alle nostre nazionali di calcio dal 2028 di confrontarsi contro le migliori selezioni europee". Firmato, Brigata Mai 1 Gioia (San Marino), Team 54 (Gibilterra), South End Core (Malta). Ländleblock & Mormile Raeticae (Liechtenstein) Skansin (Isole Faroe).
La riforma del sistema di qualificazione per i Mondiali e gli Europei, approvata dal comitato esecutivo Uefa a Istanbul il 20 maggio, "introduce una separazione strutturale tra nazioni più grandi e più piccole. A partire dal 2028, le squadre più forti giocheranno in un proprio sistema di leghe, il che significa che i Paesi più piccoli non affronteranno più le migliori squadre europee nelle qualificazioni regolari", spiegano. Per i tifosi la riforma "distrugge il principio di uguaglianza tra le nazionali" e "spinge le nazioni più piccole - in particolare i microstati senza realistiche possibilità di promozione - fuori dal calcio di alto livello, togliendo loro il diritto di affrontare le migliori squadre d'Europa. Per i giocatori dei Paesi più piccoli, queste partite sono tutto".
Poi la riforma "crea un sistema a due livelli nel calcio europeo". Inoltre "la rimozione delle partite di andata e ritorno indebolisce la cultura del tifo". Infine "questa riforma elimina uno degli elementi più potenti del calcio: la possibilità di risultati a sorpresa".











