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Il consiglio generale dell’AGESCI, la principale associazione di scout cattolici in Italia, ha votato il primo documento ufficiale in cui stabilisce che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non devono essere criteri di esclusione per la selezione dei capi, cioè gli scout maggiorenni che gestiscono i gruppi di ragazzi e ragazze dagli 8 anni in su.
È una decisione significativa perché, avendo una rigida e storica impostazione cattolica, per anni la posizione dell’associazione rispetto all’opportunità di avere persone dichiaratamente omosessuali o trans in ruoli educativi è stata molto discussa, anche al suo interno. AGESCI ha oltre 180mila aderenti ed è una delle organizzazioni cattoliche più grandi e influenti in Italia.
Il voto è avvenuto nelle scorse settimane e ha riguardato un testo elaborato nel 2025 dopo l’istituzione di una commissione istruttoria dedicata, il cui lavoro è andato avanti fino a oggi. AGESCI ha detto che nei prossimi giorni pubblicherà il resoconto ufficiale del consiglio generale, che si è tenuto all’inizio di maggio, insieme alla versione definitiva del documento.
La posizione di AGESCI su questi temi è stata a lungo poco chiara e frammentata. L’associazione ha risentito inevitabilmente dell’influenza della Chiesa cattolica, che continua ad avere posizioni conservatrici nei confronti delle persone omosessuali, sebbene, soprattutto con papa Francesco, ci siano state alcune aperture. Inoltre il ruolo dei capi scout è considerato particolarmente delicato perché prevede l’accompagnamento di bambini e adolescenti in un percorso di crescita: i capi scout hanno un ruolo educativo centrale e una grande autonomia nell’organizzazione delle attività.






