Giorgetti: misura estesa fino a giugno. Roma verso l'uscita dalla procedura per deficit
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Il governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino alla prima settimana di giugno e prepara un nuovo decreto per sostenere autotrasporto e trasporto pubblico locale, mentre l'orizzonte dei conti pubblici italiani si fa più complesso e la congiuntura internazionale continua a peggiorare.In questo quadro, le parole del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti al Festival dell'Economia di Trento definiscono il perimetro della trattativa con Bruxelles e la direzione che Roma sta cercando di imprimere al negoziato. "Questi negoziati sono lunghi, richiedono tante spiegazioni, anche in sede non ufficiale. Se ne parla anche qui a Cipro (dove oggi inizia l'Eurogruppo) a latere con il commissario Dombrovskis. L'ottimismo che ho rispetto all'accoglimento deriva dalla razionalità della nostra proposta", ha spiegato il ministro, insistendo sulla necessità di considerare le spese "supplementari e necessarie, non soltanto per la difesa ma anche per l'energia", come parte di un approccio coerente con la realtà degli shock geopolitici. Per Giorgetti, infatti, "rispetto ai piani che sono stati approvati dalla Commissione europea, presentati in una situazione totalmente diversa in cui non c'era la crisi derivante dalla guerra in Medio Oriente né l'escalation delle necessità di spese militari, si rendono necessari evidentemente degli aggiornamenti". Insomma, l'importante è che il tema energia venga riconosciuto da Bruxelles e poi si discuterà tra clausole di salvaguardia (con cui si resta in procedura di deficit) e fattori rilevanti con un rientro più soft in traiettoria. E sullo sfondo la prospettiva dell'aumento dei tassi. "Purtroppo una politica prociclica già la vedo all'orizzonte, non è buona cosa né per gli Stati sovrani né per imprese e famiglie", ha detto.Dall'altra parte del tavolo, il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis mantiene una posizione prudente ma non chiusa. La Commissione, ha spiegato, sta "esaminando" la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per far fronte alla crisi energetica ed è "pronta a reagire agli sviluppi", pur dentro vincoli fiscali stringenti. "In termini di flessibilità fiscali stiamo esaminando questa risposta politica" ma gli aiuti dovranno essere "temporanei e ben mirati", ha affermato riferendosi alla richiesta italiana. Insomma, disponibilità al dialogo ma nessun via libera automatico a nuove espansioni di spesa. La risposta alla lettera della premier Meloni a von der Leyen sull'attivazione della clausola arriverà la prossima settimana ma, nel frattempo, da Bruxelles si lascia trapelare che a settembre (con la revisione Istat) potrebbe essere certificata l'uscita dalla procedura di deficit eccessivo se il dato 2025 sarà corretto dal 3,1% al 3.Il contesto che fa da sfondo a questo confronto è quello tracciato dalle nuove previsioni economiche di primavera della Commissione europea, che certificano un rallentamento più marcato del previsto. Per l'Eurozona la crescita è ora attesa allo 0,9% nel 2026, mentre per l'Italia è stata rivista al ribasso. Il Pil è visto allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027 (dallo 0,8% entrambi gli anni), al di sotto la media europea.











