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Sei anni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Si chiude così, in primo grado, il processo a carico di Halmi Ben Mahmoud Mselmi, tunisino di 28 anni residente a Cosenza, finito nell’inchiesta della Dda di Catanzaro per adesione all’Isis, propaganda jihadista e proselitismo. Per gli investigatori, la vicenda rientra anche nel modello del lupo solitario. La condanna del tunisino arriva dopo il 41 bis disposto nei mesi scorsi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, su richiesta della Dda. Il provvedimento era stato adottato a seguito delle informative arrivate dal servizio penitenziario del carcere di Rossano dove Mselmi avrebbe continuato a fare proselitismo anche durante la detenzione. Dopo gli accertamenti, l’uomo era stato trasferito in un altro istituto e poi destinato a una struttura di massima sicurezza.
L’inchiesta era stata avviata dalla Digos di Catanzaro, con il supporto della Digos di Cosenza e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno. Il fermo risale al 18 aprile 2025 quando Mselmi è stato arrestato con l’accusa di associazione terroristica come appartenente, con il ruolo di organizzatore, ad una cellula legata all’Isis.














