“Se la copertura in Italia fosse totalmente in fibra, si ridurrebbero dell’86% i consumi energetici con un beneficio di un miliardo all’anno”. Lo ha detto Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, facendo il punto sullo sviluppo dell’infrastruttura ultrabroadband in Italia in occasione del Festival dell’Economia di Trento.Gola ha parlato anche degli obiettivi dell’Unione europea rispetto allo spegnimento del rame, precisando che “sono assolutamente ragionevoli”. Di più: “Il processo di switch off al 2035 è un target ragionevole, ma per realizzarlo bisogna implementarlo a livello italiano e va implementato per tempo, quindi con una serie di azioni di pianificazione che vanno definite molto prima, entro il 2028-2029“.Parlando con Radiocor a margine dell’evento Gola ha spiegato che in Italia è in corso “una normale migrazione di clienti dal rame alla fibra che sta andando a una velocità non elevata, per cui lavoriamo per far accelerare questo processo di migrazione, è un trend normale, c’è un’infrastruttura che viene progressivamente dismessa e che viene sostituita dall’infrastruttura in fibra”.La rilevanza della fibraIn questo scenario, rispetto ai rapporti con il competitor FiberCop, dove è confluita l’ex rete fissa di Telecom Italia, e all’ipotesi che le due realtà siglino un accordo, anche se solo di carattere commerciale, la decisione, ha chiarito Gola, spetta agli azionisti di Open Fiber. “Noi stiamo lavorando per migliorare e far crescere la nostra base di clienti e la nostra infrastruttura“.Per Gola, infatti, la fibra è, come detto, strutturalmente sostenibile e in grado di generare risparmi sensibili. “Ma il suo contributo va oltre il minore consumo della rete”, ha notato il manager. “La fibra abilita anche una gestione più intelligente e in tempo reale della distribuzione energetica. Oggi, attraverso la nostra rete, sono connesse circa 30mila cabine elettriche e 24mila sedi della pubblica amministrazione, anche nei piccoli comuni raggiunti dal Piano Bul. In questi territori, dove la fibra non sarebbe arrivata senza l’intervento pubblico, la connettività consente di abilitare servizi essenziali: dalle scuole alle sedi comunali, fino alle farmacie rurali, che possono diventare presìdi fondamentali per la diagnostica e, in prospettiva, per applicazioni di sanità digitale supportate dall’intelligenza artificiale”.Edge data center per supportare lo sviluppo dell’AIDurante il panel ‘Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia’, Gola ha annunciato che l’azienda sta puntando sulla creazione di piccoli data center, una rete di edge data center, sparsi nel territorio e utilizzando i propri siti.“Una rete di edge data center che avvicina la capacità computazionale ai clienti, non solo migliora la qualità del servizio e dell’interazione delle applicazioni dell’intelligenza artificiale ma riduce anche il consumo d’energia”, ha detto il numero uno di Open Fiber.Secondo Gola, l’intelligenza artificiale e i data center hanno bisogno di infrastrutture digitali solide, capillari e ad alta capacità. “Senza fibra questo sistema non può funzionare pienamente: sarebbe come disporre di macchine potentissime e farle correre su strade sterrate. La fibra consente ai dati, ai data center e alle applicazioni di intelligenza artificiale di dialogare tra loro, riducendo la latenza e rendendo possibile lo sviluppo di servizi avanzati, soprattutto per le applicazioni che richiedono risposte in tempo reale. Negli ultimi anni l’Italia ha colmato un importante gap infrastrutturale rispetto alla media europea e oggi può contare su reti molto più estese e performanti: Open Fiber, con oltre 17 milioni di unità immobiliari connesse in fibra, ha realizzato la rete Ftth più estesa d’Italia e la più grande per numero di clienti. Ora la sfida è aumentare l’utilizzo di queste reti e trasformare l’infrastruttura disponibile in valore per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”.Ed è in questa prospettiva che Open Fiber, ha chiosato Gola, “sta lavorando alla realizzazione di una rete di edge data center nei punti di presenza già presidiati: infrastrutture distribuite, vicine ai territori e ai luoghi in cui i dati vengono generati, che permettono di offrire capacità computazionale più prossima agli utenti, migliorare la qualità dei servizi e contribuire a una gestione più efficiente dei dati e dell’energia”.
Spegnimento rame, Gola: “Switch off al 2035 ragionevole”
Secondo l'amministratore delegato di Open Fiber gli obiettivi dell'Ue sono ragionevoli, ma per realizzarli bisogna definire gli interventi.






