La vicepresidente di Meta responsabile per l'accessibilità Maxine Williams: «L'80 per cento delle persone non vedenti che hanno accesso agli smart glass li usa sempre»

Lo scorso marzo Thomas Panek ha completato la maratona di New York in piena autonomia. Aveva già partecipato, ma per la prima volta è riuscito a correre senza l'aiuto di nessuna guida. E, per la prima volta, l'esperienza non è stata per lui solo un rimbombare di passi ripetuti: ha potuto scoprire l'ambiente urbano, capire che strada stava percorrendo, osservare la folla assiepata sul marciapiede e scorgere, in fondo, il traguardo. Thomas Panek è cieco, ma si è goduto la maratona anche con la vista grazie agli occhi di qualcun altro: un volontario collegato agli agli occhiali che indossava - un paio di Oakley Meta - e che, grazie alle telecamere integrate, gli raccontava nell'orecchio tutto ciò che c'era attorno a lui.

Se gli smartphone hanno rappresentato una rivoluzione per i non vedenti e gli ipovedenti, ora c'è un nuovo dispositivo che ha un potenziale ancora maggiore. Gli smart glass, arricchiti da modelli di intelligenza artificiale, non sono solo un accessorio per l'intrattenimento. Per chi soffre di una disabilità - non solo la mancanza della vista, ma anche dell'udito o di capacità motorie - possono rivelarsi un prezioso alleato. Meta è in questo momento leader del mercato, con i suoi Ray-Ban Meta e Oakley Meta. La divisione dedicata all'accessibilità dell'azienda ha concentrato i suoi sforzi proprio su questi oggetti per sviluppare funzionalità dedicate a loro. I ciechi sono il gruppo che più di ogni altro ha iniziato a sfruttare questa nuova occasione. «Sappiamo che le persone non vedenti hanno sempre le mani occupate da un bastone o dal guinzaglio del cane. E anche se usano uno smartphone che li aiuta a orientarsi, dovrebbero comunque impiegare una mano. Gli occhiali permettono di avere le mani libere, ma comunque disporre delle informazioni di cui si ha bisogno per condurre la propria vita: un cambiamento fondamentale». Maxine Williams, vicepresidente per l'accessibilità a Meta, ha incontrato a Roma le comunità italiane di disabili in occasione del Global Accessibility Awareness Day, che quest'anno cade il 21 maggio. «Con gli smart glass, e con l'intelligenza artificiale, si ha a disposizione uno strumento che può vedere dal tuo punto di vista. Diventa una parte del corpo, è rivoluzionario. É come avere un compagno intelligente sempre con te», spiega al Corriere.