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Leonard Berberi, inviato a Manching
Guillaume Faury: «dobbiamo equipaggiarci, bisogna essere forti militarmente per poter garantire la propria sicurezza». L’A220-500? «I clienti lo vogliono, ma non abbiamo fretta». Il contenzioso sui motori degli aerei
«Per 75 anni abbiamo goduto di un periodo di pace, ci siamo affidati completamente alla Nato e agli Stati Uniti. Ma ora proprio gli Usa ci stanno dicendo che dobbiamo occuparci noi della nostra difesa e sicurezza». Guillaume Faury, amministratore delegato di Airbus, lo ripete molte volte durante il «Defence Summit» organizzato dall’azienda a Manching, in Germania. E ogni volta lo fa con sempre più convinzione, mentre è circondato da droni e satelliti, elicotteri e un caccia, in quello che è un appuntamento non soltanto per mostrare il catalogo di prodotti militari (molti frutto della collaborazione con l’italiana Leonardo), ma anche per sottolineare che il mondo è cambiato e che le minacce vanno affrontate armandosi bene e in fretta. «Dobbiamo equipaggiarci perché, nel contesto in cui viviamo, bisogna essere forti militarmente per poter garantire la propria sicurezza», risponde al Corriere e a un altro giornale straniero a margine dell’evento.







