La maledizione delle finali si abbatte nuovamente sulla Pro Carate che si affacciava alla Final Eight di ginnastica artistica di Bergamo come grande favorita dopo il primo posto nelle tre tappe iniziali, terminando però ai piedi del podio, quarta, alle spalle dei campioni italiani di Romagna Team, Spes Mestre e Ferrara. Anche dodici mesi fa alle finali qualcosa andò storto e la formazione brianzola chiuse al sesto posto ma in quel caso influirono gli infortuni. Questa volta le cose sono andate un po’ meglio a livello di graduatoria finale, ma la sostanza non cambia. Cosa non ha funzionato? Basta guardare i punteggi. Le parallele sono costate titolo e medaglie. "Ha iniziato Abbadini, è caduto due volte ed è già stato un bel colpo a livello psicologico per tutti. Le parallele sono uno degli attrezzi preferiti da Dukhno e anche lui è incappato in due cadute. Lo stesso dicasi per Diego Vazzola che ha anche saltato una difficoltà per chiudere l’esercizio. Prima di quella tornata eravamo primi con quattro punti di vantaggio sulla seconda. Mancavano parallele e sbarra, ma ci siamo giocato tutto lì. Alla sbarra non avevamo più la testa per una rimonta, non c’era nemmeno lo spazio per farlo. Ci siamo tagliati le gambe da soli…", dice il responsabile tecnico Corrado Corti. Basti dire che Ferrara alle parallele ha totalizzato 39.800, la Pro Carate si è fermata a 31.550. Spulciando tra i dati si scopre che il secondo posto era a meno di quattro punti. "Per noi di tratta di una bella lezione da cui trarre spunto per il futuro. Bisogna solo imparare da queste debacle".