Lavoro 30 aprile 2026 È previsto nel nuovo decreto-legge sul lavoro e non è un salario minimo, ma un requisito che le aziende dovranno rispettare per accedere ad alcuni incentivi ANSA Nel pomeriggio di martedì 28 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge che introduce alcune misure in materia di occupazione, salario, trasparenza retributiva, lavoro tramite piattaforme digitali e alcune disposizioni previdenziali. Il contenuto del provvedimento è stato poi presentato in una conferenza stampa a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone.
Il testo del decreto-legge non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, ma Pagella Politica ne ha potuto prendere visione. Una delle novità principali previste dal provvedimento è l’introduzione di quello che il governo ha chiamato “salario giusto”. Come si legge nel decreto-legge, il “salario giusto” è un «trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato», che è definito dai «contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale». I contratti collettivi nazionali di lavoro, detti anche CCNL, sono accordi firmati a livello nazionale tra i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro, e stabiliscono regole fondamentali per ciascun settore economico: orari, mansioni, livelli di inquadramento, retribuzioni minime, scatti di anzianità, indennità e così via. Sono contratti validi per una determinata categoria di lavoratori e vanno periodicamente rinnovati per garantire che le tutele restino adeguate al costo della vita e all’inflazione.








