Se avete visto la sua opera precedente, saprete che Curry Barker, alla tenera età di 27 anni non ancora compiuti, è un pessimista irriducibile. Dopo aver caricato su YouTube (nessuno voleva comprarlo) il cupissimo found footage Milk and Serial, ha prodotto con A24 Obsession, pellicola sbarcata al cinema da pochi giorni e che, se possibile, è ancora più dark e crudele del suo primo lungometraggio. Barker, che con Cooper Tomlinson - come Jordan Peele con Keegan-Michael Key - fa parte di un duo comico, ha decisamente una mente perversa, è dotato di un feroce humour nero e di una radicata diffidenza negli amici e nell'umanità in generale. Del primo titolo non vi diremo, godetevi la sorpresa, ma possiamo accennare che uno dei temi chiave è il gaslighting. In Obsession, è il controllo del corpo femminile. Il timido amico d’infanzia di una ragazza bella, intelligente e assertiva esprime il desiderio che lei lo ami "più di ogni altra cosa al mondo", con conseguenze nefaste, eppure prevedibili per chiunque abbia guardato un qualsiasi racconto ammonitore sui desideri (a questo proposito: su Netflix c’è un fantastico K-drama teen horror a tema, si intitola Girigo - If Wishes Could Kill, dategli un’occhiata).Bear è un giovane uomo cresciuto in seno a uno stretto circolo di amicizie composto dal migliore amico Ian; da Sarah, goth girl infatuata di lui e da Nikki, che lo apprezza ma non lo ha mai preso in considerazione come interesse romantico. Bear non è un incel – non inveisce contro il genere femminile nei forum online, non blatera che le donne che non gliela danno sono tutte puttane, non predica che il genere femminile dovrebbe starsene a casa e ubbidire – ma ha una relazione problematica e immatura con l’altro sesso e soffre di una codardia incurabile che gli impedisce di ammettere i propri sentimenti anche sotto interrogazione diretta. Quando gli viene espressamente posta la domanda dalla stessa Nikki, che gli chiede se lui abbia un debole per lei, lui nega, per poi fantasticare dichiarazioni plateali in privato. Bear coltiva un’ossessione per l'amata sempre più totalizzante, finché non gli capita a tiro un aggeggio per esprimere desideri che realizza il suo sogno di essere contraccambiato. L’ossessione si trasferisce su Nikki, che comincia a vivere, letteralmente, in funzione di Bear.Obsession si iscrive nel trend recente degli horror sulle relazioni tossiche come Together e Keeper - L'eletta, ma è molto più raccapricciante e crudele di entrambi. Come accennato, il cinismo di Barker non conosce confini e l’immagine delle relazioni che ci restituisce è terrificante: Bear è un giovanotto mediocre ma non si accontenta delle attenzioni della ragazza goth perché la considera una outsider. Vuole la ragazza popolare e perfetta che lo faccia sentire “di valore”, attraverso la quale potrebbe vivere di luce riflessa, ma lei non se lo calcola minimamente. Se all’inizio si presenta come un buon diavolo – in fondo è solo un ragazzo insicuro e debole, fa quasi tenerezza – con il degenerare della situazione si rivela il perfetto prodotto dell'arroganza patriarcale. Nikki non si è veramente innamorata di lui, è intrappolata nel proprio corpo assieme a un suo alter ego ossessionato da Bear. Le due personalità sono in conflitto ma solo quella attratta da Bear ha il controllo delle azioni, mentre la vera Nikki subisce involontariamente, in quella che è una parabola estrema dello stupro domestico. La ragazza è infatti sempre cosciente mentre il suo alter ego e Bear abusano del suo corpo.La sua realtà non è lontana da quella che l’intero genere femminile ha vissuto nei secoli precedenti e fino a una manciata di anni fa (da questa parte del mondo). Fino a quando le donne non hanno avuto il diritto di possedere un conto in banca, comprare terreni e case, ereditare e scegliere di non avere figli, hanno vissuto alla mercé degli uomini. Di questa lunga, millenaria tradizione di donne private dei diritti su se stesse e sul proprio corpo, Nikki è l’esempio più raggelante ed estremo. Ma la situazione è anche peggiore di così. Bear è consapevole della tortura imposta alla vera Nikki, ma non vuole rinunciare alla relazione con la sua versione ubbidiente e amorevole. Solo più avanti, e non perché si senta in colpa (non solo la mente, anche il corpo di Nikki è martoriato da atti autolesionisti), ma piuttosto perché turbato dai comportamenti imprevedibili, violenti ed erratici di lei, comincia a pentirsi: non può più sfoggiare la sua compagna-trofeo. Arriverà a lasciarsi sfiorare dall'idea del suicidio, accarezzerà l'idea di un sé stesso eroico che si sacrifica per liberare Nikki dalla maledizione, ma continuerà a mostrarsi indeciso, inetto e a cambiare propositi. Il finale, spietatamente sarcastico, è l’apoteosi di una parabola che non lascia nessuna speranza nella redenzione maschile.A proposito di finali, Barker ne ha girati due (attenzione spoiler!)Uno è quello non visto in sala, che prevedeva la morte di Bear seguita dal suicidio di Nikki, incapace di vivere dopo gli abusi. Barker lo ha definito il finale alla “Romeo e Giulietta”: nei suoi ultimi momenti, nonostante la follia, la donna capisce di riaver ottenuto il controllo sul proprio corpo ed esercita il potere riacquisito per togliersi la vita e sottrarsi a quell’aberrazione. Quello che invece ha raggiunto i cinema era originariamente un epilogo alternativo, di cui Barker ha girato un solo take. Qui Nikki sopravvive e contempla la misura infinita dell’orrore che ha vissuto, il viso stravolto dalla disperazione. I cari del regista lo hanno trovato ancora più forte e lui ha deciso di sceglierlo. Decidete voi quale sia più tragicamente disturbante.