"Ora ci prendiamo una vacanza uno dall’altro". Così lo scrittore Franco Legni congeda il suo fortunato e sgangherato personaggio, protagonista di tre romanzi, Nichi Moretti, avvocato punk che vive a Prato, come l’autore. E lo fa prima della presentazione dell’ultimo libro – "Il club delle 86" – della trilogia, edita da Giunti, che si terrà stasera alle 21, nel giardino Buonamici, in centro storico. Legni è anche reduce dalle nozze di un cliente in Pakistan, di cui è stato l’ospite d’onore e sta lavorando al prossimo testo, nero e pulp, ma senza Nichi.

Cominciamo dal titolo, è il terzo e pare misterioso.

"Il club delle 86 suona bene, il significato si scopre piano piano, arrivando quasi in fondo al libro. E’ parte della trama e anche uno dei meccanismi narrativi che lo fanno funzionare. Non posso svelare di più. Vero che si tratta della terza puntata, in realtà i miei romanzi si possono leggere uno alla volta, senza iniziare per forza dal primo, sono a sé stanti".

Come si decide di chiudere con il proprio protagonista, in questo caso autobiografico?

"Sì, tutti dicono che mi assomiglia, però ci prendiamo una pausa tra noi, senza scadenza. Quello che doveva dire l’ha detto, l’inizio di questa storia risale a 15 anni fa e io stesso sono cambiato molto. Vorrei provare cose diverse, inutile continuare ad insistere".