Tempera

Alle 20, a fine maggio, c’è ancora tanta luce. In via Nosadella, in pieno centro a Bologna, c’è ancora tanto movimento di ragazzi che passeggiano e prendono l’aperitivo, di gente che torna a casa dal lavoro. E tutto sarebbe normale, se in mezzo a questa quotidianità urbana non ci finisse anche un writer, neppure tanto giovane, impegnato a ‘firmare’ un tipico muro rosso Bologna. Nessuno pare far caso all’anomalia della scena, perché il problema degli imbrattamenti è una triste costante anche qui. Ma non Pietro Rocchetta Casadio, titolare dello storico studio fotografico in via Ugo Bassi. Che non si è voltato dall’altra parte. E cercando di far rispettare legge e decoro, ha pure rischiato di prenderle dall’imbrattatore.

Rocchetta Casadio, il video che ha postato è eloquente.

"La percezione è che Bologna sia ormai considerata una ‘zona franca’, dove ognuno può fare quel che vuole, che ci sia un senso di impunità dominante, come dimostra l’atteggiamento di questa persona".

Ci racconta come sono andati i fatti?