Sollievo fuori luogo
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Istituzioni, artisti e personalità per i 70 anni del nostro giornale .
Giorno dopo Giorno. Dalla prima pagina alla prossima. Le parole in bella vista sul palco segnano il ponte tra le radici e quello che verrà, mentre Il Giorno continua i festeggiamenti per i suoi 70 anni e scrive un nuovo capitolo del suo ’manifesto programmatico’ con il nuovo editore del Gruppo Editoriale Nazionale Leonardo Maria Del Vecchio. Ieri sera è stata la festa del nostro giornale nel prestigioso Palazzo Bovara di corso Venezia: al centro "sentimenti, valori, storia. Ma ci vuole anche il coraggio – parole della direttrice Agnese Pini –. Il Giorno è vivo perché ha saputo cambiare tante volte nella sua storia. E ora siamo dentro un altro passaggio storico". Un passaggio di consegne, anzi "un passaggio di testimone – sottolinea il nuovo editore Del Vecchio –, di responsabilità civica verso il mondo dell’informazione che deve essere libera ma certificata, data da chi ha creato radici, un dna, da un gruppo che ho la fortuna di poter guidare verso il futuro". E sente forte "la responsabilità e il dovere in primis verso i giovani", lui che ha appena compiuto 31 anni, "che non hanno più – continua – la passione e le dita sporche di nero per l’inchiostro del giornale", ma se "non si può contrastare l’evoluzione e non si può far finta che la carta stampata sia attraente per i giovani", in un mondo in cui "ormai si fa sentire di più chi fa più rumore, sui social media", allora la missione diventa "portare l’editoria nel mondo che stiamo vivendo oggi, mettendo le radici territoriali, nazionali, a disposizione delle nuove generazioni. Portare le firme, persone certificate, ed essere punto di riferimento per una generazione che forse l’ha perso. La storia evolve e noi evolveremo con essa". Tenendo la testa e il cuore in ciò che il giornale è sempre stato. Sul palco, la foto storica di Martin Luther King con Il Giorno, "una foto vera, originale – evidenzia Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, che a Leonardo Del Vecchio ha passato il testimone –. È un orgoglio che i giovani come Leonardo si rivolgano ai giovani" aprendo anche la strada a un nuovo rapporto, più saldo "delle testate giornalistiche con le istituzioni e con i cittadini". E ieri c’erano tutte le istituzioni. A cominciare dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha sottolineato di "guardare con ammirazione al Giorno. Intanto perché siete molto popolari, e non è negativo (io vengo dall’Expo) e poi perché siete profondamente territoriali e i territori vanno rispettati e compresi". Infine l’invito, riferendosi all’"immersione nella realtà" che per un giornale è costante: "Denunciate le cose che non vanno ma aiutate anche a trovare le soluzioni". Un augurio anche dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini: quello di "continuare a essere un servizio stampa che si lascia inquietare dalla realtà", ponendosi domande, "e che guarda con simpatia alle persone e agli eventi di cui è testimone". Il Giorno è stato una svolta, nel 1956, "con una voce che rappresentava l’innovazione. Giornalismo puro, di informazione", riflette il presidente del Senato Ignazio La Russa, mettendo in evidenza le grandi firme (una su tutte, quella di "Italo Calvino che qui ha pubblicato a puntate Le Cosmicomiche") e gli inserti, allora rivoluzionari. Chi legge, sappia che "la vera informazione è costosa, bisogna fare fatica – dice il senatore Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria –. Noi siamo dalla parte di chi ci mette la faccia", e i giornalisti si espongono. E "fare l’editore è un atto di estremo coraggio". Tutto concentrato nelle pagine di ogni giorno. Tenendo presente che "la forza di un giornale – evidenzia Marco Alparone, vicepresidente della Regione Lombardia – è nei ragazzi e nelle ragazze che hanno creduto nel sogno di fare il giornalista e che alla fine hanno trovato una casa".












