HomeCronaca“Assolti perché il fatto non sussiste”. La rabbia al processo Magina: “Vergogna”. E Hamza rischia il linciaggioDopo appena due ore di camera di consiglio, la sentenza che ha scagionato i due imputati accusati di omicidio pretrerintenzionale per la morte di Denny Magina. Rabbia in aula di familiari e amici della vittimaDenny Magina, il 29enne morto per le ferite riportate cadendo dalla finestra al quarto piano di un alloggio popolare in via Giordano Bruno, il 22 agosto 2022Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLivorno, 22 maggio 2026 – “Hamed Hamza e Amine Ben Nossra vengono assolti perché il fatto non sussiste”. Questa la conclusione scritta nella sentenza letta ieri alle 14.40 dal Presidente della Corte di Assise di Livorno, Luciano Costantini (Presidente del Tribunale), dopo appena due ore di camera di consiglio.

La vicenda nell’agosto del 2022

La mattinata in aula era stata dedicata alle dichiarazioni finali degli avvocati di parte civile Andrea Ghezzani, degli imputati Barbara Luceri e Alessandra Natale e del pm Luigi Rizzo. Per la Corte, i due imputati non sono responsabili della fatale caduta di Denny Magina dalla finestra al quarto piano, di un alloggio popolare in via Giordano Bruno, occupato abusivamente da Hamza (l’aveva trasformato in una centrale di spaccio di droga), alle tre del mattino del 22 agosto 2022. Il pm Rizzo aveva chiesto “18 anni di reclusione per Hamed Hamza” e “l’assoluzione invece per Amine Ben Nossra per non avere commesso il fatto”.