Terra dei fuochi: sono 90 i Comuni della provincia di Napoli (56) e di Caserta (34) inseriti nell’ambito dei Siti di interesse nazionale per rischio ambientale. In circa i due terzi di essi (60 Comuni) si registra una più alta incidenza di neoplasie maligne e una più alta mortalità per cancro rispetto alla media regionale e nazionale in linea con le aree a più alta industrializzazione del Paese. A confermare un trend già noto ma ora più capillarmente georeferenziato, è il più recente aggiornamento dei dati del registro tumori della Regione Campania. Nel report 2025 sono presentati, strutturati per le sette Asl, i tassi standardizzati di incidenza oncologica riferiti al periodo 2017-2019 e l’aggiornamento al 2020-2021 con una proiezione matematica al 2025. Sotto la lente 24 sedi tumorali nei maschi e 27 nelle femmine. Calcoli che permettono di conoscere le nuove diagnosi di tumore attese in Campania nel 2025 per sede anatomica su cui il sistema sanitario regionale dovrebbe calibrare una più attenta programmazione di cure e prevenzione in ambito oncologico.

Giornata mondiale senza tabacco a Napoli: la Asl 1 in via Cervantes con screening e attività contro il fumo «La maggiore incidenza nell’uomo riguarda il tumore della prostata in notevole ascesa – spiega Pasquale Ruffolo, già chirurgo oncologo del Pascale e oggi impegnato in seminari informativi su questo tema presso l’Ordine dei medici - e le proiezioni 2025 indicano il sorpasso sul polmone che dopo un picco nei maschi negli scorsi anni si è ora stabilizzato mentre prosegue la corsa nelle donne». Cresce meno la mortalità, mitigata dagli interventi di diagnosi e cura e da una rete oncologica assurta ai vertici tra le regioni italiane per esiti. «Nell’uomo anche il tumore del colon retto e del pancreas sono in netto aumento – aggiunge Ruffolo - mentre nei territori della Asl Napoli 2 nord un picco di incidenza per tutti i tumori, ma solo nei maschi, lo si registra proprio nel distretto 46 di Acerra». I dati pediatrici Infine i bambini: nella fascia di età tra 0 e 14 anni i tumori più diffusi sono leucemie e linfomi con prevalenza nei maschi mentre negli adolescenti dai 15 ai 19 anni c’è un picco, soprattutto nelle donne, di melanomi, tumori epiteliali e linfomi. Il Registro Tumori Infantili 2012-2021 non segnala un eccesso generale di tumori 0-14 anni in Campania rispetto al dato nazionale. Eccesso che emerge invece per i tumori a cellule germinali e melanomi nella fascia 0-19 anni e proprio nelle aree della Terra dei Fuochi. Negli adulti invece l’eccesso è chiaro per tumori a lunga latenza legati a esposizione ambientale: fegato, polmone, stomaco, mesotelioma.«Sui dati del quinquennio 2017-2021 – chiarisce Maria Triassi, docente universitaria di Igiene e prevenzione - va considerata la sottodiagnosi di molti cancri durante l’epidemia da Sars Cov2 del 2020 e 2021 in ragione delle misure restrittive per controllare l’epidemia. Fenomeno più marcato per i tumori sottoposti a programmi di screening (colon-retto, collo dell’utero e mammella). È significativo che queste neoplasie - conclude Triassi - soprattutto colon e utero, non sembrano subire modifiche di incidenza e mortalità dalle attività di prevenzione e screening ancora del tutto insufficienti». Eccesso di tumori Nelle aree di Terra dei fuochi gli eccessi significativi per tumori di stomaco, fegato, polmone, laringe e colon-retto potrebbero rispondere a una ipotesi di esposizione ambientale e fattori di rischio esogeni più marcata tuttavia ancora da dimostrare nel rapporto causa-effetto. Del resto studi di biomonitoraggio confermano queste ipotesi. Luigi Montano, past president della Società italiana della riproduzione umana, coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility, in studi pubblicati ha dimostrato l’accumulo di metalli pesanti e contaminanti organici nel sangue, ma soprattutto nel seme e di recente anche nel fluido follicolare dei residenti in queste zone rispetto ad altre del Cilento e della valle del Sele.A questi eccesso di contaminanti corrispondono danni dei sistemi antiossidanti, frammentazione al Dna spermatico e alterazioni epigenetiche e proteomiche nei ragazzi. Il mesotelioma risponde invece alla presenza storica di amianto nelle Asl Napoli 2 e 3. I dati del Registro tumori mostrano dunque un eccesso di mortalità e incidenza per tumori con forte componente ambientale nelle Asl della Terra dei Fuochi e gli studi di biomonitoraggio mostrano che le persone che vivono in quelle zone hanno un carico corporeo più alto di contaminanti e danno biologico misurabili. I dati Su scala regionale, nei maschi, i primi cinque tumori per tassi di incidenza sono rappresentati da polmone (oggi in riduzione costante nei maschi e in crescita nelle donne), della prostata (in ascesa) del colon-retto, della vescica e del fegato. Quest’ultimo con quello dello stomaco, sia in uomini che donne, è in netta discesa in ragione delle cure e vaccinazioni contro l’epatite e adozione della Dieta Mediterranea. Nelle donne il primo tumore in assoluto resta il cancro al seno seguito dai tumore del colon retto. Al terzo posto, in aumento, il tumore del polmone seguito da tiroide e corpo dell’utero. Le Asl con maggiori incidenza e mortalità per cancro sono la Napoli 2 nord, seguita da Napoli centro e Caserta.Parti a rischio, specialisti a confronto all'Università VanvitelliIn particolare nell’area della Napoli 2 nord un eccesso di casi riguarda, sia nei maschi che nelle donne, i tumori del colon retto, dello stomaco, della laringe, del polmone, del rene e del fegato. Nelle Asl di Caserta nell’insieme le singole sedi più colpite sono stomaco e vie biliari, laringe, colon-retto, fegato, polmone e prostata nel maschio con l’aggiunta della mammella nella donna. A Napoli sono due le aree della città dichiarate siti di interesse nazionale (Ponticelli-Barra-San Giovanni e Bagnoli-Coroglio) con ampie aree industriali dismesse. Qui l’eccesso di tumori rispetto alla media nazionale e regionale riguarda i melanomi, il cancro della vescica, i tumori del polmone del fegato nei maschi e a cui si aggiungono pancreas e mammella nelle donne. Tutti indicatori di cui tenere conto nelle bonifiche e nei programmi di prevenzione.