Vive ancora la piazza per l’Europa del 15 marzo 2025, quella piazza “nata per caso”, quella piazza a tratti “chi me l’ha fatto fare”, racconta Michele Serra in collegamento con la Sala Sassoli di Palazzo Valentini a Roma, dove il Movimento europeo italiano ha riunito più di cinquanta associazioni (solo società civile) per il convegno “Scriviamo il futuro dell’Europa”. Cosa rimane delle cinquantamila persone confluite in piazza del Popolo senza insegne di partito, quattordici mesi fa, più ostinate persino della pioggia? Questo senz’altro: la prova, per il giornalista di Repubblica, che “un'opinione pubblica europea e forse anche europeista c’è, non si sente abbastanza rappresentante dai governi nazionali e sarebbe molto contenta di partecipare a un processo di riflessione dei membri dell'Unione europea”. Testimonianza e bussola per gli attivisti che vogliono disegnare “un progetto, un metodo e un’agenda” in vista delle elezioni europee del 6-9 giugno 2029. Perché, del resto, come recita il titolo di una raccolta di saggi di Altiero Spinelli, “l’Europa non cade dal cielo”: parte da qui, da questa citazione, il presidente del Movimento europeo Pier Virgilio Dastoli, che dell’intellettuale co-autore del Manifesto di Ventotene è stato collaboratore e allievo: “Non abbiamo certo intenzione di aspettare seduti su una panchina”.