BRESCIA. «Qualcuno dice “la Meloni ha cambiato idea”: guardate io non ho mai cambiato idea, per me è abbastanza difficile, e non ho cambiato idea sulla difesa». La premier Giorgia Meloni dal palco dell’assemblea di Coldiretti a Brescia risponde così alla richiesta, scomparsa all’ultimo minuto, della maggioranza di centrodestra in Parlamento di rivalutare l’innalzamento delle spese per la difesa al 5% del Pil. Un impegno preso direttamente da Giorgia Meloni in sede Nato. «So che questo è un tema impopolare. Una persona e un leader serio ha il dovere di dire le cose come stanno. Le nazioni che non sono in grado di difendersi non sono nazioni libere. Le nazioni che non sono in grado di difendersi cedono la loro sovranità. Le nazioni che chiedono a qualcun altro di occuparsi della loro sicurezza quando c'è da difendere i loro interessi nazionali, purtroppo, devono dare la priorità a qualcun altro», ha continuato la premier. Ha ricordato poi come l’agricoltura sia stata «una priorità assoluta» del suo governo, rilanciando il terreno di scontro con l’Europa, dai fertilizzanti ai biocarburanti, e prendendosela con i «Timmermans di ogni latitudine» e gli «ambientalisti da salotto». Secondo Meloni all’Europa servirebbe una nuova fase: «Questo deve essere il tempo del realismo, delle priorità sensate, della sussidiarietà, delle scelte in linea con i bisogni dei cittadini e con le necessità delle imprese». Dal palco interviene anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, poco prima di partire per Helsingborg, in Svezia, per il vertice dei ministri degli esteri Nato. Il messaggio che il vicepremier lancia, dopo giorni turbolenti nelle file dell’esecutivo, è chiaro: nessuno strappo, il governo sta con Meloni, che saluta davanti al pubblico dicendole «è da molto che non ci vedevamo». Ha ricordato che la premier ha «formalmente chiesto a Ursula von der Leyen di avere per le spese collegate alla crisi energetica lo stesso trattamento delle spese difesa, cioè escluderle dal patto di stabilità», sottolineando che non si tratta «di una scelta del Presidente del Consiglio, lo sa bene, l'abbiamo sostenuta, abbiamo condiviso parola per parola la sua missiva, quindi ha il sostegno di tutto il governo e direi anche tutte le forze politiche». E anche il ministro degli Esteri se la prende con l'Ue. All’Europa, Tajani vorrebbe «far comprendere che spese aggiuntive per l'energia non sono dovute alla mala gestione italiana, non sono state provocate da noi, non siamo parte della guerra».
Meloni: “Sulla difesa non cambio idea. Una nazione che cede sicurezza non è libera”
La premier a Brescia per l’assemblea di Coldiretti: «Questo deve essere il tempo del realismo, delle priorità sensate, della sussidiarietà»








