Per superare guerre e collasso climatico, l’appello di Ferrajoli e Gambilongo per la nascita di una Costituzione della Terra a tutela dei diritti globali.

In questo particolare momento storico, che sembrerebbe far apparire probabile trovarsi da un momento all’altro sull’orlo di un conflitto mondiale, è necessario riflettere sulla mancata garanzia nel mondo dei diritti fondamentali. Il diritto internazionale è affollato da innumerevoli carte internazionali che declamano la pace e i diritti fondamentali in capo a tutti gli esseri umani: la carta dell’Onu, la Dichiarazione universale dei diritti del 1948, i due patti sui diritti umani del 1966 e le tante carte regionali. Occorre, inoltre, ricordare la Piattaforma di Pechino del 1995 che segnò una svolta epocale sul panorama dei diritti delle donne. 25.000 delegazioni provenienti da tutto il mondo del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest arrivarono in Cina per scrivere insieme nel Forum di Houairou, attraverso una nuova metodologia partecipativa, un documento unico per contenuti e modalità di redazione.

Quel documento elaborato essenzialmente nel “controvertice” era espressione di una elaborazione nuova da parte delle donne del Sud del mondo che, per niente intimidite dal potere acquisito dal pensiero femminista occidentale, proponeva con autorevolezza le sue critiche al sistema mondiale e soprattutto delineava le sue proposte. A distanza di più di trent’anni, certo non possiamo affermare che la piattaforma di Pechino sia pienamente applicata, anzi per molti versi è disattesa, ma alcune parole d’ordine sono ormai diventate patrimonio comune e di uso quotidiano: empowerment, mainstreaming.