La possibile revisione della Direzione generale politica regionale della Commissione europea — la DG Regio, il dipartimento che gestisce i fondi europei di coesione destinati alle Regioni — preoccupa la Lombardia. Il timore, condiviso anche dal Comitato europeo delle Regioni, è che Bruxelles possa accentrare maggiormente la gestione delle risorse attraverso gli Stati nazionali, riducendo il rapporto diretto con i territori. Ne abbiamo parlato con Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico della regione Lombardia.

Assessore, perché la Lombardia guarda con preoccupazione a questa revisione della DG Regio?

Perché il rischio non è soltanto tecnico o amministrativo. Se i fondi europei di coesione venissero gestiti sempre più dagli Stati e sempre meno direttamente dalle Regioni, noi perderemmo capacità di incidere sulle politiche europee e soprattutto rapidità di intervento.

Lei sostiene che una gestione centralizzata penalizzerebbe la Lombardia. Ma non è proprio il principio della coesione europea quello di redistribuire risorse verso i territori più fragili?

Certo, ed è giusto che esista la coesione. Il punto però è un altro: la gestione centralizzata rischia di allungare i tempi e di rendere gli strumenti meno aderenti alle esigenze reali dei territori. Noi utilizziamo questi fondi per sostenere innovazione e competitività delle imprese. Se le decisioni passano attraverso ulteriori livelli burocratici, si perde efficacia.