La Commissione Ue sta puntando a centralizzare, introducendo una regia nazionale dei vari Stati membri, la gestione dei fondi Fesr (Fondi europei per lo sviluppo regionale) ma le Regioni virtuose, quelle che sono riuscite a utilizzare appieno le risorse comunitarie nell’ultima programmazione, e che sono concentrate soprattutto nel Nord Italia, non ci stanno. La Lombardia, ad esempio, appoggiata dalla Confindustria territoriale ha preso una posizione netta contro eventuali restrizioni gestionali. E anche la Liguria si schiera su questo fronte.

Occorre mantenere le Regioni alla guida dei fondi strutturali della prossima programmazione comunitaria (2028-2034), sostiene Alessio Piana, consigliere delegato allo Sviluppo economico della giunta ligure. «Abbiamo dimostrato, numeri alla mano - sottolinea - l’efficacia di un modello virtuoso, che deve necessariamente essere riproposto. Con una regia nazionale, rischieremmo di rivedere quei ritardi e quella minor attenzione ai territori riscontrati già con il Pnrr».

L’ultimo Comitato di sorveglianza del programma regionale del Fesr, che è il principale strumento per investimenti in innovazione e competitività delle pmi, ha evidenziato, afferma Piana, come la Liguria sia, a oggi, la prima Regione in Italia nell’erogazione delle risorse, con una percentuale del 39%, e tra le prime, con circa l’87%, nell’attuazione del programma 2021-2027 che, nello specifico caso, vale 630 milioni di euro.