Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri ritenuti responsabili della rapina compiuta la notte tra l'11 e il 12 marzo 2025, a Malo (Vicenza) nella villa di una coppia. Poco prima di mezzanotte quattro banditi avevano fatto irruzione nella villa aggredendo i due coniugi a cui hanno legato polsi e caviglie con fili del telefono e lacci di scarpe. Il marito era stato inoltre torturato con getti d'acqua gelata. Sotto la minaccia di un bisturi puntato al volto della donna, i rapinatori si sono fatti consegnare le chiavi delle casseforti, razziando orologi di lusso, gioielli e pietre preziose per un valore di 50.000 euro. Le indagini dei militari di Vicenza e di Schio hanno accertato che il commando, era partito dal pisano con un'auto noleggiata allo scalo aeroportuale toscano, usando patenti e documenti serbi contraffatti, Arrivati nel Vicentino, i banditi hanno preso le targhe da un'auto a Schio e applicate al veicolo a noleggio.
L'incrocio tra i dati dei tracciati gps satellitari della vettura, dei sistemi di videosorveglianza stradale, e l'analisi delle celle telefoniche è stato ricostruito il percorso dei malviventi. Il Ris di Parma, poi, ha identificato le impronte digitali lasciate da due dei trasfertisti toscani nella casa. L'attività investigativa ha portato a determinare un ruolo chiave di un quarto complice, residente a Torrebelvicino (VI) nel ruolo di "basista" che ha dato anche un rifugio alla banda prima e dopo il colpo. Nel corso delle indagini sulla rapina di Malo, i carabinieri hanno verificato che due degli indagati, insieme ad altri due complici toscani, la sera del 18 marzo 2025 erano entrati in una villa a Verona, violando i sigilli giudiziari dove tre giorni prima, erano stati rinvenuti i cadaveri mummificati di due coniugi, motivo per cui la proprietà era sotto sequestro. Quella sera, l'allarme lanciato da alcuni cittadini aveva fatto intervenire le forze dell'ordine che hanno costretto i banditi a fuggire a piedi e ad abbandonare sia gli attrezzi da scasso sia l'auto (di proprietà del padre di uno degli indagati, che per precostituirsi un alibi ne aveva denunciato il furto al 112 quella sera stessa). Anche in quell'occasione, dopo essersi nascosti in zona, i malviventi avevano contattato il basista di Torrebelvicino che ha recuperato i complici ospidandoli a casa in attesa che un'auto "di staffetta" arrivasse dalla Toscana per riportarli a Pisa. L'operazione si è svolta tra Torrebelvicino (VI), Pontedera (PI) e Pisa.










