All’indomani della presentazione a Palazzo madama, Salvatore Di Bartolo, tra i curatori del volume Hammamet ricorda Bettino (Solfanelli), racconta il saggio che mette in luce gli anni dell’esilio tunisino, mostrando aspetti privati, umani e in larga parte poco conosciuti dall’opinione pubblica italiana
La presentazione di Hammamet ricorda Bettino, nella prestigiosa cornice di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, ha rappresentato un momento importante non soltanto per ragioni di carattere editoriale, ma soprattutto nell’ottica di continuare ad alimentare il dibattito sulla figura di Bettino Craxi, a oltre un quarto di secolo dalla sua scomparsa.
Il senso di questo lavoro nasce dall’esigenza di raccontare un Craxi diverso da quello spesso cristallizzato nella sola dimensione politica o giudiziaria. Attraverso le testimonianze raccolte ad Hammamet, con la preziosa collaborazione di Roberto Giuliano, Antonio Armini ed Ettore Minniti, si è cercato di mettere in luce l’ultimo Craxi: quello degli anni dell’esilio tunisino, mostrando aspetti privati, umani e in larga parte poco conosciuti dall’opinione pubblica italiana. Un uomo certamente segnato dagli eventi politici che hanno travolto la Prima Repubblica, ma al tempo stesso capace di mantenere lucidità, visione e profondità di analisi anche negli anni più difficili della sua esistenza.






