Si spacca il fronte brasiliano, che rappresenta il maggiore ostacolo sulla strada delle nozze tra Saipem e Subsea7.

Alcuni dei concorrenti contrari all’operazione alzano le barricate nelle memorie inviate al regolatore Cade, l’antitrust brasiliana, mentre da altri emergono posizioni nel complesso più accomodanti.

Nel primo caso rientra l"Abep (Associação Brasileira de Empresas de Exploração e Produção de Petróleo e Gás); nel secondo, invece, c’è da segnalare Exxon, che inizialmente era tra gli irriducibili e ora mostra atteggiamenti meno rigidi.

ATEX_TAB La posizione di Abep, la più contraria in assoluto, è la novità di questi ultimi giorni: «il divieto totale dell"operazione sarebbe la soluzione concorrenziale appropriata», sostiene l’associazione, per la quale nessun rimedio Antitrust, nemmeno la cessione di navi, sarebbe sufficiente per mitigare gli effetti della fusione su un mercato già «strutturalmente vincolato», in cui «non è atteso alcun aumento materiale della capacità effettiva».

Secondo l’associazione, la nuova entità Saipem7 raggiungerebbe quote di mercato molto elevate, comprese tra un minimo del 40-50% e un massimo del 70-80%, con l’effetto di rafforzare la posizione dominante, ridurre il numero di offerenti credibili e indebolire il potere contrattuale degli operatori.