Una parola può essere ‘letta’ dal nostro cervello in maniera diversa. A confermarlo è uno studio dell'Università di Bari e di quella di Trento, nel quale è stato dimostrato che, analizzando il segnale elettrico del cervello, è possibile distinguere se una persona sta leggendo parole neutre, negative o persino parole taboo e di conseguenza predire lo stato affettivo attivo.Cosa dice la ricerca UnibaLa ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Psychophysiology, apre nuove prospettive nello studio delle emozioni e dei disturbi emotivi. Gli studiosi hanno registrato l’attività cerebrale dei partecipanti attraverso l’elettroencefalogramma(Eeg), una tecnica non invasiva che misura i segnali elettrici del cervello. Ai partecipanti venivano mostrati diversi tipi di parole, con contenuti emotivi differenti.Utilizzando algoritmi di machine learning, in particolare i cosiddetti Support Vector Machine, i ricercatori hanno estratto un modello predittivo in grado di riconoscere i pattern cerebrali associati ai vari tipi di parole. Le parole sono state classificate osservando l'atività cerebrale.Si tratta di una ricerca che apre la strada apossibili applicazioni nel campo della salute mentale, contribuendo in futuro a migliorare la diagnosi dei disturbi emotivi, monitorare il benessere psicologico e personalizzare trattamenti terapeutici.Il laboratorio dell'Università di BariLo studio è stato condotto nell’ambito delle attività del Clinical and Affective Neuroscience Lab (Cli.A.N. Lab), coordinato da Alessandro Grecucci, docente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Il laboratorio studia le basi neurali delle emozioni e della regolazione emotiva attraverso tecniche di neuroimaging, EEG, brain stimulation e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sviluppare modelli neuropredittivi del funzionamento emotivo umano.“Combinando EEG e intelligenza artificiale, stiamo cercando di costruire modelli cerebrali capaci di riconoscere e predire stati affettivi a partire dall’attività neurale” spiegano Alessandro Grecucci e Parisa Ahmadi Ghomroudi. “L’obiettivo è comprendere meglio come il cervello elabora emozioni complesse evocate dal linguaggio e sviluppare marcatori neurali utili per lo studio dei disturbi emotivi”.
Le emozioni delle parole e la 'lettura' del nostro cervello: innovativo studio dell'Università di Bari
Si tratta di una ricerca che apre la strada apossibili applicazioni nel campo della salute mentale, contribuendo in futuro a migliorare la diagnosi dei disturbi emotivi









