Genova - Gli ispettori di Arpal sono tornati ad effettuare dei test sulla qualità dell’acqua nelle località su cui ieri 20 maggio è scattato il divieto di balneazione, a Boccadasse e a Quinto. Per il momento i divieti sono stati decisi a causa dello sforamento dei dati relativi alla presenza dei batteri escherichia coli e enterococchi intestinali. Dati che, nei tratti del litorale interessato, risultavano “non conformi”. Leggi anche – Mare pulito a Genova, le pagelle di Arpal. Ecco le spiagge a rischio divieto Una situazione radicalmente diversa da quella “fotografata” appena qualche settimana nel report che annunciava l’avvio della stagione in città. Per la verità anche in quel documento la qualità dell’acqua per Boccadasse era già indicata come “scarsa” (al limite della balneabilità) ma per le spiagge di Murcarolo e di via Flecchia il quadro era decisamente migliore: lì la qualità era, rispettivamente, “eccellente” e “buona”. Dai test di Arpal eseguiti il 19 maggio scorso i valori sono decisamente peggiorati. Tanto che il giorno successivo sono scattati i divieti temporanei di balneazione (più sotto l’elenco delle zone interessate). Qualunque decisione sul provvedimento in vigore è rimandata all’arrivo dei risultati dei test effettuati oggi, 21 maggio. Le cause dell’inquinamento Sull’origine dell’inquinamento sono in corso accertamenti. Nel mirino la pioggia dei giorni scorsi: le precipitazioni ingrossano i torrenti i quali poi portano in mare eventuali inquinanti. “I test che hanno accertato dati non conformi sono stati eseguiti dopo le piogge del fine settimana: Ireti ci ha comunicato che la concentrazione di batteri trovata nell’acqua è compatibile con questa ipotesi, ma il Comune intende comunque fare ulteriori approfondimenti – dice l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu – Soprattutto per la zona di Quinto, dove dovrebbero essere in corso dei lavori sugli impianti di sollevamento condotti dal gestore del servizio idrico integrato”. Per quanto riguarda Boccadasse il discorso è in parte lo stesso, anche se qui, come in altre zone, esiste un problema più generale legato al tema di sversamenti fognari di privati lungo i greti dei rii. Tanto che a Priaruggia, per esempio, è stato disposto lo slittamento dell’apertura ufficiale della stagione al 1 giugno: “All’aggravarsi delle condizioni meteo, con precipitazioni diffuse, questi rii, che si sviluppano in contesti molto urbanizzati, possono trasformarsi in vere bombe batteriologiche. Ed è per questo che il Comune sta conducendo controlli precisi, proprio per agire in caso di anomalie e irregolarità – dice l’assessora Pericu – Le ispezioni sono partite due anni fa, con la precedente amministrazione, sia sul Priaruggia sia sull’Asse. Sul primo sono stati trovati più di 33 sversamenti critici. Stiamo risolvendo ogni situazione, punto per punto, trovando accordi con i privati coinvolti”. Proprio in questi giorni, da Tursi, dovrà arrivare la documentazione delle opere messe in atto per eliminare le fonti di inquinamento sia per Priaruggia che per l’area della Divisione Acqui, a Quinto, interessata due anni fa da un guasto dello scarico del depuratore con emissione di liquami in mare. I punti dove sono scattati i divieti di balneazione L’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione riguarda le seguenti zone: Boccadasse: dal confine Est Bagni Nuovo Lido a civ. 47 di via Capo di S. Chiara (lunghezza metri 1032) Via Flecchia: da lato Ovest del civ. n. 25 di Via A. Gianelli a asse di Via Flecchia (lunghezza metri 699) Quinto: da asse di Via Flecchia al lato Ovest del civ. n. 69 di Via A. Gianelli (lunghezza metri 394) Spiaggia di Via Murcarolo: da lato Ovest del civ. n. 5 di Via Murcarolo al lato Ovest del civ. n. 17 di Via Murcarolo (lunghezza metri 376) Spiaggia Via Gianelli: da lato Ovest del civ. n. 69 di Via A. Gianelli a lato Ovest del civ. n. 5 di Via Murcarolo (lunghezza metri 54) Scogliera di Via Oberdan: da lato Ovest del civ. n. 17 di Via Murcarolo al lato Ovest del porticciolo di Nervi (lunghezza metri 460)