Dai club londinesi ai pub di provincia, Nigel Farage va alla conquista dei due poli dell’elettorato: i ricchi e la classe operaia, accomunati dall’ostilità verso lo stato

La cena è cominciata con un prete che benediceva la tavola ed è finita con Nigel Farage che guidava i presenti in un chiassoso coro sulle note di Ymca, l’inno gay immancabile nei raduni di Donald Trump. Durante la serata sono state stappate a ripetizione jéroboam di borgogna e magnum di claret (bottiglie da tre e 1,5 litri). “Si respirava ottimismo”, ricorda Lady Victoria Hervey, esponente dell’alta società presente all’evento. “L’atmosfera era molto allegra”.

Oswald’s, uno dei club privati più esclusivi del quartiere londinese di Mayfair, non è estraneo a queste manifestazioni di sfarzo, ma nel corso dell’evento per la raccolta fondi a favore di Reform Uk – il partito populista e xenofobo in testa ai sondaggi nel Regno Unito – perfino i dipendenti sono rimasti sbalorditi dagli eccessi dei presenti. Sotto i sontuosi lampadari del club, una band di cinque elementi dedicava intermezzi musicali a ogni tavolo, alternandosi con un suonatore di cornamusa e una cantante d’opera. Celebrità, politici e finanzieri si sono rimpinzati di spigola, roast beef e mousse al cioccolato, mentre volavano i tappi di champagne Dom Pérignon. I biglietti per la serata, che si è svolta a gennaio del 2025, costavano fino a 25mila sterline a persona.