Non fu omicidio volontario ma preterintenzionale, secondo la procura di Milano, quello per il quale è imputato Marek Konrad Daniec, il camionista di 43 anni accusato di avere ucciso la compagna, l'ex ballerina Hanna Herasimchyk, di 46 anni. La tragedia si consumò nell'appartamento di lei a Pozzuolo Martesana (Milano) il 13 giugno 2024.La pm Francesca Crupi ha chiesto, durante la requisitoria al processo, giovedì mattina, di riqualificare l'accusa da omicidio volontario a preterintenzionale, affermando che non vi sono elementi per sostenere il dolo oltre ogni ragionevole dubbio. Arrestato due anni fa, l'uomo è ai domiciliari da febbraio del 2026 successivamente a una perizia secondo cui non si può affermare con sicurezza che la morte della donna sia stata provocata da qualcuno. Miocardite o asfissiaPer il perito Giorgio Alberto Croci, infatti, la causa della morte sarebbe stata una miocardite di cui era affetta la donna. Per i consulenti della procura, invece, ci sarebbero elementi di una asfissia provocata da terzi e che potrebbe aver contribuito alla morte, date anche le lesioni “attorno a bocca e collo”.La difesa chiederà l'assoluzioneLa difesa è pronta a chiedere l'assoluzione per l'imputato, che però secondo la pm avrebbe varie volte mentito, senza contare che lui era a conoscenza della patologia di cui soffriva la vittima. In altri termini, la morte non sarebbe stata voluta da lui, ma era per lui prevedibile che potesse avvenire in seguito a quel tipo di aggressione. Concordi con la tesi della pm i legali delle parti civili, ovvero la famiglia della vittima.
Morte dell'ex ballerina, la procura cambia l'accusa per il compagno: "Non fu omicidio volontario"
Il pm chiede la riqualificazione in preterintenzionale per il camionista, che si trova ai domiciliari. Determinante il fatto che la donna soffrisse di miocardite









