I Vigili del fuoco e le Forze dell'ordine restano le istituzioni più amate dagli italiani. I partiti politici, invece, si confermano fanalino di coda con un voto medio di appena 3,4 su 10. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2025 dell'Istat sulla fiducia istituzionale nel Paese.La graduatoria, sostanzialmente stabile nel tempo, mostra una netta spaccatura tra le istituzioni legate all'ordine e alla sicurezza, che raccolgono voti compresi tra 6,7 e 8,1, e quelle politiche nazionali ed europee, che restano ampiamente al di sotto della sufficienza. Il Presidente della Repubblica si colloca in posizione alta, con un voto pienamente sufficiente insieme a Vigili del fuoco e Forze dell'ordine. A metà classifica si trovano il sistema giudiziario e le istituzioni di governo locale, Comuni e Regioni, con una media prossima o pari al 5. Chiudono la graduatoria Parlamento italiano, Parlamento europeo, Governo nazionale e, con il punteggio più basso di tutti, i partiti politici. Nonostante i livelli di fiducia siano progressivamente cresciuti dal 2015 al 2025, per la gran parte delle istituzioni i valori rimangono ancora insufficienti. Un segnale che, dopo un decennio, il rapporto tra cittadini e classe dirigente è in lenta risalita ma ancora lontano da un punto di equilibrio.Il livello di istruzione incide in maniera significativa: i laureati esprimono più frequentemente un voto sufficiente rispetto a chi si è fermato alla licenza media, e mostrano in particolare maggiore fiducia nel Presidente della Repubblica, nel sistema giudiziario e nel Parlamento europeo. Marcate anche le differenze territoriali. Il Nord-est si distingue per una fiducia più alta nelle istituzioni locali: oltre il 55% dei cittadini di quella area attribuisce un voto almeno sufficiente a Comuni e Regioni, con un divario di 20 punti percentuali rispetto al Sud e alle Isole. Un dato che riflette non solo differenze culturali, ma probabilmente anche la percezione di una maggiore efficienza dei servizi pubblici sul territorio.