Pubblicato il: 21/05/2026 – 12:18
CATANZARO «Forza Italia, fondata da Berlusconi che è il fondatore del centrodestra, rimarrà ancorata al centrodestra», indipendentemente dal risultato delle prossime elezioni, «non c’è alcuna possibilità che Forza Italia si sganci dal centrodestra». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ospite a Start su Sky TG24. «Altra cosa è il ruolo di Fi nel centrodestra che deve competere con la sinistra, soprattutto su temi che riguardano il riformismo, le libertà. Forza dovrebbe svolgere questo ruolo nell’interesse del centrodestra. Se sottraiamo al centrosinistra, grazie a Fi, voti tra i riformisti che ormai non si sentono più rappresentati dalla leadership del centrosinistra facciamo una cosa buona. Credo che in questo Paese manchi un’offerta politica riformista e liberale», ha aggiunto Occhiuto. Diversi i temi dell’attualità politica affrontati da Occhiuto. Anzitutto, le dinamiche interne a Forza Italia.
Forza Italia
«Se sfiderò Tajani al congresso? No, vorrei essere uno tra quelli in Forza Italia che – ha ribadito Occhiuto – svolgono un’azione di stimolo, per costruire quest’area più liberale, per evitare che ci sia la tentazione nel centrodestra di inseguire Vannacci. Non vinciamo le elezioni se inseguiamo Vannacci. Peraltro il congresso non è nemmeno all’ordine del giorno, per ora. A me piacerebbe invece che si discutesse di più delle idee. Ho già detto che i congressi possono essere una grande festa: io l’ho fatto nella mia regione, per esempio, ed è stata una grande festa, hanno partecipato tante persone. Però ho detto anche che i congressi ormai rappresentano un retaggio piuttosto arcaico nei partiti. Si facevano un tempo, quando non c’erano altre forme per interrogare la base o per eleggere i gruppi dirigenti. Oggi, con le nuove tecnologie e con il digitale, c’è la possibilità di arrivare capillarmente agli elettori di ogni partito. Il congresso è un vecchio rito che una volta era un grande esercizio di democrazia; oggi può esserlo, ma anche no. Io appartengo a un partito fondato dal più grande innovatore della politica italiana degli ultimi 50 anni: Berlusconi. Quando è sceso in campo, Berlusconi ha completamente trasformato non solo la politica, ma anche la comunicazione politica. Io vorrei che il mio partito oggi avesse quella stessa carica innovativa e di modernità. Questo non significa rifare le cose che fece Berlusconi, ma probabilmente attualizzarle».









