Bruxelles – Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, ha proposto la candidatura dell’Ucraina come ‘membro associato’ dell’Unione europea. Lo ha fatto in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente di turno del Consiglio dell’UE, Nikos Christodoulides. Lo status verrebbe creato appositamente per l’Ucraina, prima della sua piena adesione all’UE. “È evidente che non saremo in grado di completare il processo di adesione in tempi brevi”, ha scritto Merz. In vista del processo di pace, però, “non abbiamo tempo per ulteriori ritardi. È giunto il momento di procedere con coraggio nell’integrazione europea dell’Ucraina attraverso soluzioni innovative come passi immediati in avanti“, ha affermato nella lettera. Il modello di ‘membership associata’ non richiederebbe modifiche dei Trattati e nemmeno la firma di un Trattato di adesione da parte di Kiev, ma solo accordo politico. Le agenzie hanno segnalato che la proposta prevede, tra le altre cose, anche l’estensione a Kiev dell’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea, la clausola di mutua difesa. Per Merz questo creerebbe “una garanzia di sicurezza sostanziale”. L’Ucraina, poi, parteciperebbe alle riunioni del Consiglio europeo e del Consiglio dell’UE senza diritto di voto, con un commissario associato privo di portafoglio, ma pienamente coinvolto nei lavori (salvo nelle votazioni), e con propri rappresentanti associati all’Europarlamento, anche loro senza voto. Sul piano normativo, l’applicazione del diritto comunitario sarebbe graduale e legata all’avanzamento dei negoziati di adesione. Anche il bilancio UE non scatterebbe in pieno da subito: Kiev dovrebbe accedervi progressivamente e solo rispetto ai programmi a gestione diretta, scrivono le agenzie. Nella lettera Merz riconosce che la proposta “solleverà alcune domande sulla sua fattibilità politica, tecnica e giuridica”, ma si dice convinto che possano essere risolte “se adottiamo un approccio costruttivo nei confronti di questo status speciale”.