L'opportunismo della sinistra: bruciano le fotografie della premier in piazza, poi pretendono l'aiuto
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Il fronte pro pal si unisce. E mette nel mirino il governo. Il bersaglio è Giorgia Meloni. Toghe rosse, sinistra e attivisti usano il caso Flotilla per sparare contro il centrodestra nelle ore in cui il governo è al lavoro per mettere in sicurezza gli italiani boccati a Ashdod. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani convoca l'ambasciatore israeliano. Fuori dai palazzi, quel pezzo di sinistra radicale, che per mesi nelle piazze italiane ha bruciato le foto di Meloni, messo il volto a testa in giù della presidente del Consiglio, ora aspetta che la stessa premier li salvi e li riporti in Italia.È il giorno degli attacchi all'esecutivo, accompagnati delle richieste di aiuto. L'esecutivo si muove senza cedere alle provocazioni. La tensione tra i due governi è altissima. C'è chi addirittura arriva a equiparare l'abbordaggio dell'Idf ai sequestri di Hamas del 7 ottobre: "In acque internazionali, voglio sottolinearlo, ci sono cittadini italiani sotto sequestro, al pari degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre. Con la differenza che, in quel caso, il rapitore era un gruppo terroristico, mentre qui abbiamo a che fare con un governo e uno Stato" attacca il deputato grillino Dario Carotenuto, tra gli italiani che sono in missione sulla Flotilla. Nel tiro a bersaglio contro l'esecutivo Meloni scendono in prima linea le toghe di Magistratura democratica: "Chiediamo alla comunità dei giuristi di condannare questa ennesima violazione del diritto internazionale da parte dello Stato d'Israele e auspica che il governo italiano adotti tutte le misure necessarie a tutela dei cittadini presenti sulle imbarcazioni attaccate". È un appello alla mobilitazione. Lo scontro politico si accende.






