Una matricola rossa numerata. Il giornalista de il Fatto quotidiano Alessandro Mantovani (numero 164) e il deputato M5s Dario Carotenuto (numero 147), all’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, hanno mostrato la fascetta rossa che è stata messa loro al polso dai soldati israeliani dopo essere stati fermati illegalmente insieme agli altri attivisti della Global Sumud Flotilla.
“A un certo punto”, ha raccontato il 5 stelle Carotenuto, “hanno chiamato me e il collega per numero, il 147, puntandoci contro i mitra. Noi avevamo fuori dai container le mani alzate, ci hanno chiesto di avanzare con le mani in alto e poi di girarci. Quelli sono stati forse i secondi più lunghi della mia vita. Dopodiché ci hanno preso per il collo e ci hanno diviso e da quel momento in poi non più niente dei miei compagni di viaggio, che per me sono veramente delle persone straordinarie”, ha raccontato.
Anche Mantovani ha ricostruito i momenti dell’arresto: “Siamo stati incatenati e ammanettati”, ha detto in un video registrato appena atterrato, “io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista e lasciato in costume da bagno. Siamo stati picchiati e presi a calci, noi anche meno degli altri: sentivo le urla degli attivisti, qualche costola di sicuro qualcuno se l’è rotta. Su quella seconda nave container quasi tutti quelli che arrivavano, eravamo circa 180, hanno preso le botte”










