Il deputato M5S e il giornalista denunciano un trattamento duro con manette, perquisizioni e momenti di forte tensione
“Ci hanno portato all’aeroporto Ben Gurion con manette e catene alle caviglie, poi chiusi per ore in una cella di polizia”. È il racconto del giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, rientrato a Fiumicino insieme al deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto dopo essere stati fermati a bordo della Flotilla intercettata da Israele.
“I documenti non mi sono stati restituiti, durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni con il portafogli dentro e non me l'hanno più ridato”, ha aggiunto Mantovani, denunciando un trattamento che definisce “non privilegiato”, ma durissimo. "Sono stato chiuso tutta la giornata dentro una cella di un ufficio di polizia perché siamo arrivati lì verso le 3 del pomeriggio e ci hanno imbarcato sull'aereo per Atene alle 11. Lì è venuto un segretario di ambasciata, un ragazzo molto giovane che, per carità, ha chiesto come stessimo e ha intercesso perché mi dessero una sigaretta ma insomma... Escludo di aver avuto un trattamento di favore dal governo israeliano, immagino che qualcuno nel governo italiano mi abbia fatto 'sto favore". “Credo che qualcuno del governo italiano sia intervenuto, ma Israele è protetto da molti governi europei, compreso il nostro”, ha aggiunto.I due sono atterrati questa mattina all’aeroporto Leonardo da Vinci su un volo da Atene e sono stati accolti da giornalisti e deputati tra i quali il dem Arturo Scotto e Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle.










