Il robot aspirapolvere è il nuovo gadget domestico immancabile negli appartamenti. Talmente presente che quando si organizzano gli spazi in casa, si pensa ormai anche a dove andrà posizionato per riservagli un posto speciale. Il mercato offre svariati modelli, con potenze di aspirazione che oggi arrivano anche a 30.000 Pascal, stazioni automatiche che svuotano, lavano e asciugano il panno, sistemi di navigazione con laser e intelligenza artificiale e telecamere in grado di riconoscere un calzino sul pavimento. Il nodo principale, però, è capire di quanta tecnologia si ha effettivamente bisogno. Uno dei fattori, tanto importante quanto spesso dimenticato, è la metratura della propria casa. Un modello top di gamma con stazione base ingombrante e autonomia da tre ore è quasi certamente sovradimensionato per un bilocale da 50 metri quadri. Al contrario, un robot pensato per spazi compatti andrà in difficoltà in un appartamento ampio o in una villetta su più livelli.

A ogni robot la propria metraturaIn uno spazio compatto, come può essere un monolocale o in un piccolo bilocale, la priorità non è l'autonomia della batteria né una potenza di aspirazione da record, ma è l’agilità del robot. Deve sapersi muovere agevolmente in spazi stretti, passare sotto divani e letti bassi e non incastrarsi tra i vari mobili, spesso molto vicini tra loro. Il primo parametro da guardare è la dimensione fisica del robot. Un diametro ridotto, attorno ai 28-30 centimetri invece dei canonici 35, è più indicato. Oltre al robottino stesso, ciò che davvero deve essere compatto è la stazione di ricarica: in un piccolo appartamento, una base ingombrante diventa solo un problema. Sono questi gli elementi principali da considerare e non solo quelli più generici, come rumorosità, funzioni di lavaggio e tecnologia di mappatura. Per un appartamento di medie dimensioni di circa 100 m2, l’attenzione deve essere rivolta ad autonomia e un buon sistema di navigazione. Quanto alla durata della batteria, è bene puntare su modelli con una grande autonomia, almeno 150-200 minuti, per coprire tutte le stanze in un unico ciclo senza interruzioni, soprattutto se si aggiunge la funzione di lavaggio. Mentre per la navigazione, sono da preferire robot con navigazione laser LiDAR che creano una mappa precisa dell'abitazione, aggiornano le posizioni dei mobili nel tempo e pianificano percorsi sistematici, passando avanti e indietro in file ordinate, anziché muoversi in modo caotico. Quanto più aumentano le dimensioni dell’appartamento, tanto più ha senso anche prendere in considerazione la qualità del sistema di lavaggio. Stesso discorso vale per la stazione di autosvuotamento automatico che toglie il fastidio di dover svuotare manualmente il robot dopo ogni sessione. Ancor meglio se si riesce a collegare il robot con la rete idrica per caricare e scaricare l’acqua in autonomia. Per case grandi e ville, assumono ancora più importanza l’autonomia, la potenza, la qualità dell’evitamento ostacoli e soprattutto la presenza di una base completa, con svuotamento automatico e, nei modelli più avanzati, lavaggio e asciugatura dei panni. È qui che i robot di fascia alta esprimono il loro vantaggio: non tanto perché aspirano di più in assoluto, ma perché lavorano con continuità e richiedono meno interventi manuali. Per una casa su due piani, infine, il criterio decisivo è la gestione multi-piano: il robot non sale le scale, quindi va spostato a mano, ma deve riconoscere il piano, richiamare la mappa corretta e ripartire subito senza confusione. I robot più completi sono in grado di memorizzare planimetrie distinte per ogni piano, con zone vietate e impostazioni di pulizia personalizzate piano per piano. Altrettanto utile è la capacità di gestire le soglie interne: dislivelli tra stanze con pavimentazioni diverse, binari delle porte-finestre o piccoli gradini tra stanze con altezze diverse.