Proposte e polemiche a Ossi in vista delle amministrative del 7 e 8 giugno 2026. Il paese del Coros, che conta su 5331 residenti, torna al voto presentando due liste civiche: Insieme per Ossi, guidata dal sindaco uscente, il 51enne Pasquale Lubinu, e Viviamo Ossi, capitanata da Vittorio Cau, 67 anni. 16 i candidati a testa, 8 maschi e 8 donne per formazione, equilibrio anche nella fascia anagrafica degli aspiranti consiglieri, che va dai 20 agli over 60 in un mix di esperienza, anche amministrativa, e nuove leve. Tra le professioni di chi si candida, solo per citarne alcune, ci sono avvocati, insegnanti, manager, commercialisti, operatori della sanità e anche giovani studenti. Tra gli aspiranti primi cittadini vi è prossimità in termini di fede politica, Lubinu fa parte di Sinistra Futura e Cau del Pd, anche se, su quest’aspetto, emerge il primo contrasto. “La sezione locale del partito democratico voterà per me”, dichiara il primo. “Non è vero”, ribatte Cau, che parla di “equidistanza e neutralità” dei dem ossesi. Il 51enne, docente di filosofia, è stato già sindaco dal 2005 al 2015. “La mia prima serie perché mi sono fermato dal 2015 al 2020, per poi vincere il terzo mandato”. Nel caso prevalesse anche a giugno si tratterebbe dell’ultima volta, “a conclusione del ciclo”. Che, secondo l’attuale guida di Ossi, sta per portare il paese a una trasformazione profonda. “Abbiamo ottenuto 24,7 milioni di euro, il doppio del mio predecessore, e ne abbiamo spesi otto- spiega lui- In due anni e mezzo, grazie ai 30 appalti in partenza, vedremo non più un paese ma una piccola cittadina”. Sono 42 finanziamenti, con risorse Pnrr e Regione Sardegna, vinti dalla giunta uscente. “Ormai siamo il killer dei bandi- riferisce- appena ne vediamo uno l’intercettiamo”. Si va dai quasi 3 milioni di euro per il canale tombato al 1 milione e 400mila per l’edilizia scolastica e poi, tra gli altri, i lavori sulla transizione digitale, i cantieri per le strade, l’acquisto di Palazzo Tilocca, destinato a diverse finalità, oltre al riconoscimento della Domus de Janas di Mesu ‘e Montes come patrimonio Unesco. Il sindaco ricorda anche il milione e 320mila euro per potenziare la macchina amministrativa, aspetto su cui entra Cau. “Il personale è gestito malissimo e i dipendenti scappano”, dichiara il 67enne, ex dipendente di Confesercenti, e funzionario di Abbanoa in pensione. Di fughe ce ne sono state altre, come ricorda lo sfidante. “Otto consiglieri della sua maggioranza lo hanno abbandonato perché non tolleravano la sua gestione e sono venuti con noi”. “Dovranno spiegare perché stanno con chi ha votato contro quando loro si sono espressi a favore”, ribatte Lubinu. Cau, eletto per la prima volta in consiglio comunale a 20 anni, e per una decade consigliere provinciale, si propone come “coordinatore” di una nuova classe dirigente, e rimarca: “Siamo pronti per governare”. Nei primi 100 giorni di ipotetica consiliatura annuncia, dice, “la sistemazione immediata dell’ingresso del paese, che è un brutto biglietto da visita”. Poi assicura una nuova cartellonistica, il miglioramento della viabilità e, soprattutto, l’ascolto. “Vogliamo costruire comunità e coinvolgere i residenti che sentono il Comune troppo distante”. Per Viviamo Ossi, che nel logo presenta i due simboli identitari ossesi- Sa Funtana Noa e la chiesa di san Bartolomeo, bisogna riacquistare centralità e creare servizi coi comuni del circondario da cui la realtà del Coros si sarebbe allontanata. Come sempre accade, nell’agone elettorale, i pareri sullo stato dell’arte del proprio comune dissentono in maniera sostanziale. Nel caso di Ossi le frizioni sono esplose anche sui social dopo un incontro promosso da Viviamo Ossi, nelle scorse settimane. Dove una persona intervenuta tra gli applausi ha associato la lista al fatto di avere “le mani pulite”. “Pesanti allusioni”, attacca Lubinu, che adombra la possibilità di “dare lavoro agli avvocati”. Contro-replica di Cau: “Frasi equivocate. Al sindaco piace fare la vittima”. Al netto delle diatribe, i 5001 aventi diritto al voto dovranno esprimere le proprie preferenze tra “l’usato sicuro”, come si definisce l’attuale primo cittadino, o scegliere l’alternativa.