C’è un francobollo, adesso, che celebra i cento anni del Tridente. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy lo ha voluto, segno che certe storie, quando durano abbastanza, smettono di essere soltanto industriali e diventano quasi civiche. La prima auto? Una macchina da corsa Il Tridente nacque nel 1925, debuttò l’anno dopo alla Targa Florio, ottenne un primo di classe e un ottavo assoluto con Alfieri Maserati al volante di una Tipo 6. Era già, allora, un segno di mare in terraferma: la Fontana del Nettuno di Bologna dista poche centinaia di metri dalla prima officina, e il dio che brandisce il suo attrezzo tra i delfini e le ninfe sembrava il patrono adatto a una fabbrica che sognava velocità e potenza.
Tutta la Maserati in una sola auto Cent’anni dopo, quel simbolo è ancora lì, su una macchina che si chiama GranCabrio e che è – di fatto - «tutta la Maserati che c’è» in un solo corpo. È una cabriolet di quasi cinque metri, quattro posti, capote in tela che si apre e si chiude in quattordici secondi, anche in movimento purché sotto i cinquanta all’ora. Quando la tela si ripiega, l’auto sembra sciogliersi un poco, come se il suo vero abito fosse l’assenza di tetto. Le linee restano sinuose, educate, quasi discrete nella loro arroganza. Con la capote abbassata guadagna personalità; con la capote su, conserva un’eleganza un po’ antica, da gran turismo che non ha fretta di dimostrare di essere sportiva.






