Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati dal 2022, era stata colpita dalle sanzioni per le sue posizioni su Israele e per il sostegno alle iniziative della Corte penale internazionale sui crimini di guerra a Gaza. Così le conseguenze per lei erano state pesanti: il divieto di ingresso negli Stati Uniti, il blocco dell’accesso ai conti e ai servizi bancari legati al sistema americano fino a forti limitazioni nelle transazioni finanziarie internazionali. Secondo il giudice Richard Leon, però, quelle misure avevano solo l’effetto di “punire” Albanese per le sue dichiarazioni verso Israele, reprimendo così espressioni protette dalla Costituzione. Le stesse sanzioni erano state accompagnate da accuse pesantissime da parte di Washington. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva parlato di un “antisemitismo sfacciato”, di “sostegno al terrorismo” e di “disprezzo” verso gli Stati Uniti, Israele e l'intero Occidente. Albanese aveva respinto tutte le accuse e sostenuto che le sue denunce su Gaza e Cisgiordania fossero parte del suo mandato Onu. La revoca decisa prima da un tribunale federale, e adesso dal Tesoro, lo conferma.
Francesca Albanese, ora è ufficiale lo stop alle sanzioni Usa: il dipartimento del Tesoro l'ha rimossa dalla lista nera federale
La relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati era stata colpita dalle misure di Trump: il divieto di ingresso negli Stati Uniti, il blocco d










