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Arresti domiciliari più leggeri per Vincenzo Sculco. La decisione è stata presa dal Tribunale di Crotone che sta giudicando l'ex consigliere regionale insieme ad altre cento persone nell'ambito del processo di primo grado “Glicine Acheronte”. Il collegio presieduto da Edoardo D'Ambrosio, accogliendo parzialmente l'istanza avanzata il 13 maggio dall'avvocato Mario Nigro, ha infatti disposto per l'imputato 75enne una misura cautelare attenuata facendogli fruire di due ore di libertà per tre giorni a settimana: ossia, ogni martedì, giovedì e sabato. Come si ricorderà, Sculco si trova ai domiciliari dal lontano 27 giugno 2023 quando scattò l'operazione con 43 provvedimenti restrittivi eseguiti dai carabinieri. Da qui è scaturita, in prima battuta, la scelta, chiaramente polemica e provocatoria, dell'ormai ex fondatore del movimento politico dei “Demokratici” di sollecitare, nell'udienza della scorsa settimana, un inasprimento della misura cautelare chiedendo di andare in carcere per le difficoltà legate alla lunghezza del dibattimento iniziato circa due anni fa e la cui conclusione è ancora lontana.
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